TTIP, sovranità, agricoltura, OGM, cibo: tutto quello che vorreste sapere sul negoziato USA e UE e vi stanno raccontando solo in parte

 
StopTTIP
Contro il TTIP, con i piedi per terra
Sovranità, agricoltura, OGM, cibo: tutto quello che vorreste sapere sul negoziato USA e UE e vi stanno raccontando solo in parte

Indice
1. Il commercio è malato
2. Buco nero Italia, con un’eccezione
3. Quanto importiamo e quanto esportiamo, dai campi alle cucine
4. L’agroalimentare fa cassa
5. La presunta “fuga” sui mercati esteri
6. Chi paga il prezzo della competitività dell’agroalimentare italiano
7. TTIP: un attacco alle regole dell’agricoltura di qualità
8. Chi vince e chi perde in agricoltura: cosa dicono gli studi ad oggi
9. Il paradigma agricoltura
10. Italia: tra vantaggi vantati e danni nascosti
11. Sicurezza alimentare e regolamenti: tutte barriere non tariffarie?
12. Ogm e dintorni: TTIP, la tomba della sostenibilità
13. Doc, Igp e lo specchietto per le allodole delle Indicazioni geografiche
14. Per non dire addio all’agricoltura contadina
15: Mc cibo: una grossa parte del problema
16. Sostiene Confindustria… ma chiariscono i sindacati
17. Contro il TTIP, con i piedi per terra

a cura di Monica Di Sisto, vicepresidente dell’associazione Fairwatch, tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia (www.stop-ttip-italia.net)

Documento in formato .pdf ttip_agri-fairwatch

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25/11 Mozione TTIP in consiglio comunale a Ferrara

di Silvia Mantovani – 6.10.2014

P.G. 88231/2014

PREMESSO

che nel giugno 2013, il presidente degli Stati Uniti Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP);

che tali negoziati sono tuttora in corso, nella più totale opacità e segretezza, con l’obiettivo di concluderne l’iter entro la fine del 2015;

che l’obiettivo prioritario di tale Partenariato è quello dell’eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d’investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell’oceano Atlantico;

che il Partenariato in corso di negoziazione prevede addirittura il diritto per gli investitori transnazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc (ISDS, Investor-State Dispute Settlement) i governi sovrani e le autorità locali, qualora le loro società subissero perdite, anche potenziali, di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottate dalle autorità medesime;

CONSIDERATO

che le cosiddette barriere “non tariffarie” altro non sono che norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell’ambiente e della dignità sociale;

che il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali, minacciando di provocare un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione;

che l’assoluta segretezza con cui vengono condotti i negoziati, che non prevedono alcun coinvolgimento né delle popolazioni, né delle istituzioni che a tutti i livelli le rappresentano, costituisce un preciso attacco al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere i termini e le conseguenze di tali negoziati e di potersi pronunciare nel merito;

che il diritto degli investitori transnazionali a citare in giudizio i governi e le autorità locali, in seguito all’approvazione di norme e/o delibere di interesse generale che potrebbero pregiudicarne i profitti, costituisce un gravissimo ‘vulnus’ democratico, un’inaccettabile compressione dell’autonomia delle autorità pubbliche e un’azione destrutturante sulla coesione sociale delle comunità territoriali;

ESPRIME

il proprio totale dissenso nei confronti del Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea e pertanto;

TUTTO CIO’ PREMESSO IL CONSIGLIO COMUNALE DI FERRARA

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

1. ad intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere il ritiro da parte del governo italiano, nell’ambito del Consiglio Europeo, dal TTIP e, in subordine, alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo;
2. a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro il TTIP, in quanto in questo trattato viene leso, tra gli altri, il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali;
3. ad inviare la presente deliberazione all’Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea.

Il Consigliere Comunale
del Movimento 5 Stelle
Mantovani Silvia

Consiglio comunale live http://www.comune.fe.it/index.phtml?id=472

Fonte: http://stopttipferrara.wordpress.com/2014/11/21/mozione-ttip-in-consiglio-comunale-a-ferrara/

Intervista a Neva Cocchi, coordinatrice nazionale del progetto Citizens Without Borders

Sono attivi in Italia, Spagna, Francia, Romania e Repubblica Ceca gli sportelli del progetto Citizens Without Borders, punti di informazione e assistenza per i cittadini comunitari e i loro familiari. Nel primo anno della loro attività, Neva Cocchi, coordinatrice del progetto Citizens Without Borders in Italia, descrive le sfide che la rete degli help desk CWB si trova ad affrontare.

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Chi sono i cittadini comunitari che si rivolgono agli sportelli della rete Citizens Without Borders?

La composizione dell’utenza degli sportelli CWB è molto eterogenea e riflette le caratteristiche delle organizzazioni che nelle diverse città hanno attivato gli help-desk CWB. Ad esempio nelle città di Rimini e Cesena gli utenti sono prevalentemente cittadine di nazionalità romena impiegate stagionalmente negli alberghi della costa adriatica che si rivolgono all’Associazione Diritti dei Lavoratori (ADL Cobas) per denunciare le condizioni lavorative, mentre per esempio nella città di Bologna ci sono molti studenti universitari che dopo una programma Erasmus o Socrates chiedono informazioni su come restare in Italia con collaborazioni, per cercare lavoro o per studiare. Ma sono tantissime anche le coppie “miste”, composte da un membro italiano e uno non comunitario che, come allo sportello CWB di Padova, chiedono indicazioni su come beneficiare del diritto di soggiorno dopo il matrimonio.

Quali sono le problematiche più frequenti riportate da questi cittadini agli Sportelli CWB?

 

Per molte lavoratrici del settore turistico il problema riguarda le pesanti condizioni di lavoro a fronte di un reddito insufficiente e di diritti pressoché assenti. A questo si aggiunge la difficoltà di procedere all’iscrizione anagrafica per la mancanza di collaborazione dei titolari delle strutture alberghiere dove alloggiano. Diversi sono invece gli ostacoli ai familiari non comunitari di cittadini comunitari, ai quali spetta la carta di soggiorno comunitaria della durata di cinque anni, che le questure tendono però a vincolare a requisiti non previsti dalla Direttiva, come ad esempio l’idoneità abitativa, oppure a non rilasciarla se non viene presentata una richiesta specifica. In generale chi ha un contratto di lavoro precario o a breve termine incontra molte difficoltà ad ottenere il certificato di attestazione di soggiorno perché gli uffici anagrafici richiedono l’esibizione di un contratto di lavoro o l’attestazione di risorse economiche per il mantenimento proprio e dei familiari, cosa di cui oggi sempre meno persone e famiglie possono disporre. Tutto ciò ha come conseguenza anche una restrizione all’assistenza sanitaria, infatti in assenza dell’attestazione di soggiorno il cittadino comunitario deve sostenere i costi delle cure mediche, con la conseguenza che la salute viene trascurata finché le malattie non si acutizzano.

Come intervengono gli help-desk e di quali strumenti di lavoro si servono?

 L’attività fondamentale è innanzitutto quella di informare i cittadini comunitari dei loro diritti e di quelli dei loro familiari, perché le amministrazioni locali e in particolare le questure non hanno strategie di comunicazione efficaci, quindi specialmente sulla condizione giuridica dei familiari dei paesi terzi la disinformazione è davvero vasta.

Un’azione di supporto importante è quella di “accompagnamento” nella relazione con le amministrazioni competenti, in particolare con gli Uffici Stranieri delle questure. Vengono inviate comunicazioni e memorie, ma se serve intervengono anche i legali degli sportelli CWB e spesso gli operatori CWB incontrano i funzionari dei servizi. Agli utenti forniamo anche materiale comunicativo: schede e fonti normative, ma soprattutto la guida prodotta dal progetto Citizens Without Borders in sei lingue, che passa di mano in mano anche nella sala d’attesa.

Come giudica in generale il grado di applicazione della Direttiva 38 in Italia?

 

La situazione non pare mutata dal quadro che abbiamo descritto nello studio Citizens Without Borders, il diritto di soggiorno per i cittadini comunitari e i loro familiari è ancora largamente compromesso. E’ però importante ricordare che molte azioni possono essere intraprese, anche senza troppi sforzi da parte delle amministrazioni: ad esempio le Ambasciate Italiane all’estero non sembrano consapevoli della Direttiva, e forse un’azione di comunicazione interna tra gli enti di stato risolverebbe molte criticità, allo stesso modo la giurisprudenza sulla materia, anche quella della Corte di Giustizia Europea viene molto spesso ignorata dalle istituzioni competenti.

Clicca sulla mappa degli Help-desks in Italia e in Europa

Per aderire alla rete degli sportelli Citizens Without Borders scrivi a

 citizenswithoutborders@meltingpot.org

Impresa open source, un nuovo ebook made in “Lo Spazio della Politica”

Siamo felici di potervi presentare un nostro nuovo ebook, “Impresa open source: la contaminazione maker nella manifattura“, curato dai nostri Andrea Danielli e Riccardo Vurchio. Potete leggerlo e scaricarlo qui sotto gratuitamente, pregandovi di condividerlo qualora doveste trovarlo utile ed interessante.

CLICCA QUI PER LEGGERE E SCARICARE L’EBOOK

Chi ci conosce sa quanto a noi piaccia scommettere sui temi emergenti per anticipare i tempi, per provare a parlare, oggi, dell’Italia al futuro. Per questo, abbiamo iniziato a occuparci di makers e innovazione con qualche anno di anticipo, e abbiamo talvolta previsto scelte strategiche dei grandi player. Già il 13 settembre 2011 scrivevamo: “L’Italia sarà una Repubblica fondata sui Fablab”. Solo uno slogan? No, perché “il movimento della personal fabrication è figlio dell’industria, da cui ha preso la precisione e la riproducibilità dei prodotti, nipote dell’artigianato, da cui ha preso la progettazione su misura, fratello dell’opensource con cui condivide la filosofia di scambiarsi progetti liberamente”. Ed ecco perché questo tema è importante per l’Italia, per il futuro dell’industria e della manifattura.

… continua su http://www.lospaziodellapolitica.com/2014/06/impresa-open-source-un-nuovo-ebook-made-in-lsdp/

Esposto per le vicende relative al terremoto emiliano del maggio 2012 e all’evento sismico del 20 giugno 2014

Esposto presentato alla procura della Repubblica di Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Mantova e Rovigo per far luce sul terremoto di maggio 2012, sull’evento sismico dello scorso 20 giugno e soprattutto sulle vicende relative al rapporto Ichese e al rapporto finale sulle sperimentazioni a Cavone.

Cofirmatari insieme al Dottor Luigi Gasperini sono i comitato FerrAriaSalute di Malborghetto di Ferrara, associazione Amici della Terra di Ferrara, comitato spontaneo No Triv a Fe di Ferrara, gruppo spontaneo No Triv Cento di Cento, associazione Riprendiamoci il Pianeta di Sassuolo di Modena, comitato cittadini “Sisma.12”, “Cento in Movimento”, Partito Pirata Italiano di Ferrara, gruppo Amici di Beppe Grillo – Meetup “5 Stelle per Cento e frazioni” e gruppo spontaneo S.Agostino

<—>

Procura della Repubblica

presso il Tribunale Ordinario di Ferrara

Via Mentessi, 9 44100 Ferrara

 

Oggetto: esposto per vicende relative al terremoto emiliano del maggio 2012 e all’evento sismico del 20 giugno 2014, ad integrazione esposto precedente consegnato il 13 giugno 2014

 

I Comitati, le Associazioni e i cittadini sottoscritti espongono quanto segue:

il presente atto ha quale scopo di porre all’attenzione di questo Ecc.mo Procuratore della Repubblica accadimenti che si inseriscono nella tragica vicenda del terremoto emiliano di Maggio 2012, evento da sempre ritenuto come calamità naturale, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti, nonché venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale rilevanza di specifici fatti dedotti.

Il presente atto è da considerarsi integrativo al precedente di cui all’oggetto (All. 1: pagina frontespizio), in quanto aggiunge alcuni nuovi elementi anche tecnici all’esposto precedente ed affronta anche problematiche relative ad accadimenti successivi.

 

Premesso che:

 

  • le domande e i dubbi, nonché le preoccupazioni e le ansie di molti cittadini colpiti dal sisma del maggio e del giugno 2012, riguardanti la possibile correlazione tra attività antropiche e terremoti, sono fortemente aumentate dopo il recente evento sismico del 20 giugno 2014, fra l’altro avvenuto con ipocentro ad una profondità di 3, 5 Km a poco più di una decina di Km dalla zona del pozzo di reiniezione Cavone 014, profondo 3,4 km ed oggetto di recentissime prove di iniezione liquidi in forte pressione;
  • la Commissione Ichese, istituita con decreto n. 5930 dell’ 11/12/2012 “Decreto di costituzione di una Commissione Tecnico-Scientifica per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento dell’attività sismica nell’area emiliano-romagnola colpita dal sisma del 2012”, ha consegnato alla Regione-Emilia Romagna il proprio rapporto in data 17/02/2014, rapporto che non escludeva responsabilità a carico dell’attività dell’impianto del Cavone nell’”innesco” dell’evento sismico del 20 maggio 2012 (All. 2: pagina 195 del rapporto Ichese), senza assolvere nel complesso in maniera completa e certa altri impianti invasivi del sottosuolo profondo, come il campo geotermico di Casaglia (Ferrara) e le altre 2 concessioni di sfruttamento per idrocarburi, di Spilamberto e di Recovato, e il giacimento di stoccaggio di gas naturale di Minerbio;

 

  • molti cittadini che hanno vissuto sulla loro pelle la paura e le ansie del terremoto non hanno capito come mai le Autorità competenti (Regione Emilia Romagna , Ministero dello Sviluppo Economico e i Comuni, d’ora in poi chiamate solo “Autorità competenti”), invece di sospendere immediatamente le attività antropiche invasive del sottosuolo profondo presso l’impianto del Cavone (impianto indiziato di aver “innescato” il grande terremoto del 20 maggio 2012), e invece di fare controlli autonomi, immediati e senza preavviso presso l’impianto del Cavone della ditta Padana Energie-Gas Plus, hanno deciso solamente di effettuare uno studio a posteriori, completamente concordato nei dettagli tra soggetti controllori (Regione Emilia Romagna e Ministero dello Sviluppo Economico) e soggetto controllato (Padana Energie-Gas Plus) come da Protocollo Operativo del 17/04/14 (All. 3), siglato congiuntamente dai 3 suddetti soggetti;

 

 

 

  • molti cittadini colpiti dal sisma del maggio e del giugno 2012 nonché ulteriormente preoccupati dall’evento sismico di 2,8 di magnitudo del 20 giugno 2014, avvenuto a poco più di una decina di Km dal medesimo impianto del Cavone, alla profondità di 3,5 Km e cioè praticamente alla medesima profondità del pozzo Cavone 014, dove nei giorni precedenti erano state effettuate prove di reiniezione, non hanno capito come mai le Autorità competenti non abbiano preso provvedimenti atti almeno a sospendere immediatamente le attività antropiche invasive del sottosuolo profondo presso l’impianto del Cavone;

 

 

  • alcuni cittadini preoccupatissimi dopo il recente episodio sismico delle ore italiane 00.43 del 20 giugno 2014 si sono rivolti nella mattinata ad organi di informazione locale come ad es. Sul Panaro.net del 20/06/14:

“E se smettessimo con quegli esperimenti al Cavone? Non è possibile collegare la scossa di ieri notte a questi”esperimenti” ma nel dubbio…..noi ci saremmo anche rotti un po’ le scatole. Attendo risposte. Grazie”. E’ solo uno dei post che a partire questa notte affollano le bacheche Facebook di sindaci e amministratori. Perchè mentre il boato del terremoto si espandeva per tutta la Bassa e la terra tremava tantissimi hanno pensato che proprio nell’area del cratere da giorni sono in corso esperimenti. Si tratta della sperimentazione prescritta dal Rapporto Ichese che indaga le cause del sisma 2012.

“Qui c’è in ballo la nostra sicurezza. Gli esperimenti al Cavone sono documentati e certi, non frutto di un giornalismo da scoop, dateci risposte”, si legge ancora on line.

Il terremoto ha fatto paura, in tanti sono stati svegliati nella notte, e c’è anche chi ha dormito in macchina dopo aver aspettato in strada che la situazione si calmasse. Quel che accade al Cavone c’entra o no? 

Una domanda “di pancia” che la gente della Bassa pone con forza.

Noi di Sulpanaro.net su questo abbiamo chiesto una nota ufficiale in Regione, e all’ufficio stampa dell’azienda che sta operando al Cavone. Li abbiamo contattati e aspettiamo risposte che prontamente vi riferiremo.”;

 

  • una risposta ufficiale è stata pubblicata solo in tarda serata sul sito internet del Laboratorio Cavone con un comunicato datato 20/06/14 (All. 4), ancora una volta siglato congiuntamente dai 2 Soggetti Controllori e dal Soggetto Controllato, che non ha fugato i dubbi e le preoccupazioni della popolazione in merito all’eventuale correlazione tra l’evento sismico delle 00.43 con le sperimentazioni del Laboratorio Sperimentale del Cavone dei giorni precedenti;

 

  • anche i rapporti congiunti successivi del 27/06/14 (All. 5), del 07/07/14 (All. 6) e soprattutto del 16/07/14 (All. 7) con i relativi allegati non hanno fugato i dubbi e le preoccupazioni della popolazione in merito all’eventuale correlazione tra l’evento sismico del 20 maggio 2012 e l’attività pregressa dell’impianto del Cavone e tra l’evento sismico delle 00.43 ora italiana del 20 giugno 2014 e le sperimentazioni del Laboratorio Sperimentale del Cavone dei giorni precedenti, in quanto redatti e siglati sempre dai 2 Soggetti Controllori e dal Soggetto Controllato, senza alcun criterio di trasparenza nel nominare gli esperti stranieri che hanno redatto lo studio finale, allegato al succitato rapporto del 16/07/14, e senza neanche ascoltare e prendere in considerazione cittadini, Comitati ed esperti di fiducia di cittadini e di Comitati;
  • gli abitanti di Pontegradella-Focomorto (FE) si sono fortemente preoccupati per un progetto di 3 nuovi pozzi geotermici, presentato e poi ritirato dalla Multiutility Hera;

 

 

  • successivamente gli abitanti di Malborghetto (FE) si sono fortemente allarmati in quanto un analogo progetto è stato annunciato dalla Multiutility Hera nel territorio di Malborghetto nell’area attualmente occupata da un inceneritore dismesso di vecchia generazione di rifiuti solidi urbani ad anche di rifiuti speciali ospedalieri, un sito non ancora caratterizzato e potenzialmente da bonificare;

 

  • il 19 luglio 2014 è scaduta la concessione trentennale di coltivazione dei pozzi geotermici di Casaglia 001, 002 e 003 (di Casaglia di Ferrara), la cui acqua geotermica profonda fornisce un parziale contributo al Teleriscaldamento di Ferrara gestito dalla Multiutility Hera, alimentato per la maggior parte, soprattutto d’inverno, quando serve di più l’acqua calda, dal calore prodotto da vari bruciatori-caldaie a gas gestiti da Hera e dal calore prodotto dall’inceneritore per rifiuti solidi urbani e per rifiuti speciali, gestito sempre da Hera;

 

 

  • il 24 giugno 2014 sono state fatte, ai sensi del Dlgs 195/05 e della L 241/90, 4 richieste di accesso alle informazioni ambientali alle Autorità competenti in merito alla Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale prevista obbligatoriamente per il rinnovo di suddetta concessione, scaduta il 19 luglio 2014 (All. 8, 9, 10 e 11), alle quali non è ancora stata data alcuna riposta, pur essendo già trascorsi 30 giorni dalla data di suddette richieste

 

Preso atto che:

 

  • il rapporto Ichese a pag. 190 (All. 12: pagina 190 del rapporto Ichese) dice: “- Ricerche recenti sulla diffusione dello sforzo suggeriscono che la faglia attivata potrebbe trovarsi anche a qualche decina di kilometri di distanza e a qualche kilometro più in profondità del punto di iniezione o estrazione, e che l’attivazione possa avvenire anche diversi anni dopo l’inizio dell’attività antropica;
  • dal rapporto congiunto (Controllori e Controllati) del 16 giugno 2014 del Laboratorio Cavone (All. 13) risulta che il 16 giugno 2014 sono concluse le attività di campo volte alla raccolta dei dati, cosicché gli eventi sismici successivi del 18 giugno e quello ben più intenso succitato del 20 giugno 2014, avvenuto fra l’altro con ipocentro alla medesima profondità (solo 100 metri di differenza) di quella del pozzo del Cavone 014, potrebbero non far parte del periodo temporale della raccolta dati;
  • in suddetto rapporto congiunto del 16 giugno 2014 (All. 13) non è scritto in maniera esplicita che, oltre alla raccolta dati, sono concluse anche le attività di estrazione/iniezione dell’impianto del Cavone;

 

 

  • nel successivo rapporto congiunto (Controllori e controllati) del 20 giugno 2014 del Laboratorio Cavone (All. 4) non è scritto in maniera esplicita con affermazione motivata che non è stata riscontrata correlazione tra l’evento sismico del 20 giugno 2014 e le attività sperimentali del Laboratorio Cavone;

 

  • il Rapporto ICHESE non ha assolto completamente ed in maniera certa il campo geotermico di Casaglia di Ferrara in merito ad un’eventuale induzione e innesco del terremoto del 20 maggio 2012, in quanto a fine di pag. 194 e ad inizio di pag. 195 (All. 14) tutte le affermazioni sono scritte con espressioni dubitative, evidenziate in neretto per comodità:

“…. La possibilità che l’attività sismica sia stata in qualche modo provocata dall’impianto

geotermico risulta estremamente improbabile almeno per 3 motivi:

1)la differenza di temperatura tra iniezione ed estrazione è di 30° e la subsidenza

osservata non sembra essere influenzata dal campo geotermico essendo confrontabile con

quella regionale della Pianura Padana, ( < 2,5 mm/anno).

2) l’impianto funziona con un bilanciamento di volume in campo lontano, cioè il volume

è bilanciato complessivamente, ma può non esserlo solo in vicinanza del punto di iniezione;

3)l’attività sismica registrata in casi di questo tipo è generalmente localizzata in

prossimità della sezione del pozzo di iniezione. Questo non sembra essere il caso di Ferrara

dove la sismicità è stata minima.

In conclusione, è molto improbabile che le operazioni effettuate nel campo geotermico di

Casaglia possano avere influenzato l’attività sismica del 2012.”

 

  • mancano molteplici dati essenziali per stabilire con più chiarezza eventualmente quando e come e soprattutto se il giacimento del Cavone possa davvero aver giocato un ruolo di Trigger-innesco, o influenzato in qualche modo l’evolversi della sequenza sismica, oltre che del sisma del 20 Maggio del 2012, anche dell’evento sismico succitato del 20 giugno 2014.

 

 

  • Considerato che alcuni dati importanti per fare chiarezza sull’eventuale innesco del sisma del 20 maggio 2012 e del 20 giugno 2014 potrebbero essere raccolti solo con l’intervento della Magistratura la quale garantirebbe imparzialità delle indagini da svolgere;

 

le Associazioni e i Comitati sopra citati chiedono che venga fatta piena luce:

 

  • sul perché la Regione Emilia Romagna abbia reso pubblico il Rapporto Ichese due mesi dopo esserne venuta in possesso e non abbia preso immediatamente provvedimenti di sospensione delle attività invasive in corso nel sottosuolo profondo, sia nell’ambito dello sfruttamento degli idrocarburi, sia nell’ambito dello sfruttamento delle acque geologiche profonde ed in maniera particolare provvedimenti di sospensione dell’attività invasiva di sfruttamento degli idrocarburi dell’impianto del Cavone, maggiormente indiziata di aver “innescato” gli eventi sismici del maggio 2012 secondo suddetto Rapporto Ichese;

 

  • sul fatto che la mancata applicazione del Principio di Precauzione possa aver causato e/o possa causare in futuro eventuali danni all’Ambiente, alle cose ed alle persone, compresi danni alla salute anche di tipo esistenziale;

 

  • sulla eventuale correlazione tra l’evento sismico citato in premessa, delle ore italiane 00.43 del 20 giugno 2014, con le attività sperimentali del Laboratorio Cavone

 

  • sul tardivo e non esaudiente comunicato ufficiale congiunto (Controllori-Controllati) del 20/06/14 da parte delle Autorità competenti in merito a suddetta eventuale correlazione e se ciò possa aver aggravato eventuali patologie, di tipo depressivo in particolare, correlate ad eventi sismici anche lievi e anche la sfiducia di molti cittadini nei riguardi delle Autorità competenti;

 

  • sulle modalità di elaborazione dei successivi comunicati ufficiali congiunti (Controllori-Controllati) del 27/06/14 (All. 5), del 07/07/14 (All. 6) e soprattutto del 16/07/14 (All. 7) con i relativi allegati e su eventuali conflitti di interesse a carico di alcuni degli esperti stranieri incaricati dello studio finale allegato al rapporto del 16/07/14 e nominati con criteri non trasparenti;

 

  • sulla commistione nelle attività congiunte e nelle comunicazioni congiunte ufficiali tra i Soggetti Controllori (Regione Emilia Romagna e MISE) e il Soggetto Controllato (Padana Energie -GasPlus), la cui attività precedente non era stata esclusa dal Rapporto ICHESE dal poter aver innescato il grave evento sismico del 20 maggio 2012

 

  • sul fatto che le uniche verifiche all’impianto del Cavone, successive al rapporto ICHESE, siano state eseguite tramite il Laboratorio Sperimentale Cavone, costituito da Soggetti Controllori e Soggetto Controllato sulla base del succitato protocollo operativo del 17/04/14 (All. 3), firmato congiuntamente dagli stessi;

 

  • sulla regolarità dell’autorizzazione allo scarico idrico in acque geologiche profonde e dei successivi rinnovi nel pozzo Cavone 014, nonostante che le norme tecniche dell’allegato 5 della DELIBERAZIONE 4/2/1977 DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL’INQUINAMENTO, dessero parecchie restrizioni in merito e che in particolare al punto 3.1 permettessero suddetto scarico solo in formazioni geologiche situate in zone tettonicamente e sismicamente favorevoli;

 

  • sul fatto che l’eventuale inosservanza di suddette norme tecniche possa aver causato (o possa causare in futuro) eventuali danni all’Ambiente ed alle persone;

 

  • sulla recrudescenza delle sequenze sismiche, a partire dal 18/06/2014, anomala in quanto avvenuta dopo un periodo di graduale ma continuo decrescere degli eventi sismici, sia in frequenza, sia in intensità, come risulta dall’elenco numerato sottostante:
  • dal 01/10/2013 al 31/12/2013 dalla banca dati ISIDE dell’INGV (All. 15) in 3 mesi risultano solo 8 eventi sismici nel raggio di 20 km dal comune di San Possidonio, al cui interno è ubicato il pozzo Cavone 014
  • dal 01/01/2014 al 17/04/2014, giorno di inizio della sperimentazione del Laboratorio Cavone, dalla banca dati ISIDE dell’INGV (All. 16) in 3 mesi e 17 giorni risultano solo 4 eventi sismici nel raggio di 20 km dal comune di San Possidonio, al cui interno è ubicato il pozzo Cavone 014
  • dal 18/06/2014 al 06/07/2014 dalla tabella allegata (All. 17), pubblicata sul sito internet del Laboratorio Sperimentale Cavone in soli 19 giorni risultano ben 10 eventi sismici sempre nel raggio di 20 km dal comune di San Possidonio, al cui interno è ubicato il pozzo Cavone 014, di cui uno di ben 2,8 di magnitudo avvenuto il 20/06/2014 a poco di più di una decina di Km dal pozzo Cavone 014 e con un ipocentro a soli 3,5 Km, a soli 100 m di differenza rispetto alla profondità del pozzo Cavone 014
  • per trovare l’ultimo evento sismico superiore a 2,8 di magnitudo (cioè a quello avvenuto il 20/06/2014) bisogna tornare indietro fino a oltre 1 anno fa, al 30/05/2013 (2,9) (All. 18) e per trovarne uno di poco inferiore a 2,8 di magnitudo bisogna tornare indietro fino a oltre 6 mesi fa, al 09/12/2013 (2,7) (All. 18).

 

 

  • sul fatto se vi sia a tutt’oggi la continuazione dell’attività relativa alla concessione di coltivazione dei pozzi geotermici Casaglia 001, 002 e 003, ubicati a Casaglia di Ferrara, la cui concessione trentennale è scaduta il 19 luglio 2014 e sulla quale non risulta esservi un esito positivo della Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, come previsto dal Dlgs 11 febbraio 2010, n. 22;
  • sul fatto se siano stati adottati, dal Sindaco di Ferrara in qualità di Ufficiale di Autorità Sanitaria Locale e/o Ufficiale di Governo, specifici provvedimenti affinché l’attività di concessione di coltivazione dei 3 suddetti pozzi geotermici non potesse continuare ad essere esercitata dal 20 luglio 2014 in poi senza un esito positivo della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale;

 

  • sul fatto che l’eventuale inosservanza del Dlgs 11 febbraio 2010, n. 22 possa causare in futuro eventuali danni all’Ambiente, alle cose ed alle persone.

 

 

I suddetti Comitati, Associazioni e cittadini firmatari del presente esposto, delegano alla consegna della documentazione originale presso la procura indicata :

 

– Nome  Luigi

– Cognome Gasparini

– Nato  a Ficarolo (RO)   il 16/01/1950

Rimanendo in ogni caso a disposizione per eventuali/ulteriori chiarimenti in merito, si porgono distinti saluti.

Ferrara 23/07/14

 

Allegati:

Allegato 02

Allegato 03

Allegato 04

Allegato 05

Allegato 06

Allegato 07

Allegato 08

Allegato 09

Allegato 10

Allegato 11

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‘Borderline’ festival di etichette e produzioni indipendenti 5-6-7 Settembre 2014

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‘Borderline’ è un festival di etichette e produzioni indipendenti nato il 22 giugno 2013 in occasione della prima diretta ufficiale di Radio Strike, radio web con sede a Ferrara, nata dalla comune esigenza di diffondere, condividere e far circolare saperi, idee, immaginari.

L’esperienza di Radio Strike ha dato il via a una serie di riflessioni che ci hanno portato a chiederci se esista, o meglio se si possa ancora parlare di musica Indipendente, e in senso più generale, di cultura Indipendente.

 

‘BORDERLINE’: COME E PERCHÉ

L’esigenza di organizzare e promuovere ‘Borderline’ nasce dall’idea di sostenere il percorso delle etichette indipendenti che cercano di discostarsi dalla logica di chi strumentalizza la musica, snaturandone il potenziale comunicativo e riducendola spesso a mera merce di scambio.

Riteniamo pertanto che il percorso delle realtà indipendenti vada condiviso, incoraggiato e supportato, e che ogni espressione artistica pensata come indipendente costituisca una forma di resistenza attiva alla logica del controllo culturale ed economico su creatività e immaginario, individuale o collettivo che sia.

Quest’anno, dopo aver aderito alla campagna nazionale #NOSIAE del 12 aprile scorso, promossa su territorio nazionale da Andrea Caovini, abbiamo deciso di costruire un festival di tre giorni, un festival che non sia semplice contenitore, ma momento di incontro tra realtà diverse e laboratorio di nuove pratiche per mettere in discussione l’attuale concezione del diritto d’autore e promuovere la diffusione e il libero accesso alla cultura.

La seconda edizione di Borderline si terrà il 5-6-7 settembre nella suggestiva location della Casa del Popolo di Ponticelli, tra Ferrara e Bologna. Il programma del festival prevede aree espositive per le etichette e l’editoria indipendenti, momenti seminariali e di dibattito e naturalmente performance e concerti dal vivo.

Crediamo che oggi sperimentazione e produzione culturale debbano necessariamente partire dal basso, nel modo più libero e autonomo possibile; per questo motivo abbiamo deciso di finanziare il festival attraverso il crowdfounding.

 

Sostieni il progetto

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Se credi come noi nell’importanza di muoversi ‘Borderline’ e vuoi contribuire al nostro progetto puoi contribuire alla nostra sottoscrizione su Produzioni dal Basso a questo indirizzo 🙂

 

Per ulteriori informazioni scrivi a radio@radiostrike.org

 

Social network a scuola. Da Facebook a Twitter linee guida per gli insegnanti

Articolo di legalmente piratato 🙂 da questa pagina http://www.cittadiniditwitter.it/news/social-network-scuola-facebook-twitter-linee-guida-per-gli-insegnanti/

 

Con la recente norma sull’”educazione all’uso dei social media nei programmi scolastici” (vedi legge http://legiscan.com/NJ/text/A3292/id/898612), in base alla quale, a partire dall’anno scolastico 2014/2015, le scuole pubbliche hanno l’obbligo di fornire ai ragazzi indicazioni per un “uso responsabile” sei social media, il New Jersey è diventato il primo stato americano – ed il primo stato del pianeta – in cui la formazione sui social media sia sancita dalla legge. 

Si tratta di una disposizione sopratutto a tutela dei minori, che prevede per gli studenti tra gli 11 e i 14 anni corsi di formazione su quali sono le principali piattaforme social, le opportunità offerte, come utilizzare i social in maniera sicura e quali siano le eventuali conseguenze di un uso sbagliato.

Ma “sicurezza e social” è tema caldo in USA e, se da un lato le istituzioni stanno iniziando a dare segnali di attenzione in merito, anche “dall’altra parte” qualcosa si sta muovendo.

Facebook

Il colosso Facebook ha negli ultimi mesi implementato una vera e propria area tematica all’interno del sito, dedicata esclusivamente alla sicurezza dei minori, con riferimento anche al contesto scolastico.

La sezione si chiama “Centro per la sicurezza delle famiglie” (https://www.facebook.com/safety) e mette a disposizione degli utenti una vasta serie di risorse e strumenti sul tema della sicurezza nell’utilizzo di Facebook, sulla base di diverse categorie di pubblici. Tra queste anche gli insegnanti, il cui ruolo viene descritto come “fondamentale nella salvaguardia della sicurezza dei ragazzi“.

Entrano all’interno dell’area per gli educatori scolastici Facebook si fa subito riferimento all’importanza di una coerente policy scolastica sui social network, ossia come la scuola è presente e interagisce sui social. Su questo punto, inutile dire come l’Italia sia in paese ancora piuttosto agli esordi. I nostri istituti scolastici, seppur fortemente modificati dalla normativa sulle autonomie del 2000, sono infatti ancora molto lontani nel fare proprie le logiche promo-comunicative delle scuole statunitensi. Logiche che non sono da interpretare puramente come marketing, ma anche e soprattutto come trasparenza, per fornire un’informazione chiara e completa riguardo l’offerta formativa ed i risultati – e quindi la qualità del servizio – dei vari istituti ai cittadini, famiglie in primis.

Oltre a questo la sezione evidenzia un aspetto nuovo oltre la sicurezza: l’utilizzo di Facebook in classe considerando il suo valore “relazionale”. Il social media viene quindi visto come facilitatore nell’approccio sui giovani e nella costruzione e nel mantenimento del rapporto alunno/insegnante, con incluso l’aspetto educativo legato all’immagine che l’educatore da di se in rete, come esempio da seguire. Ma l’approccio dei social media permette anche un’altra fondamentale modifica ai rapporti generali tra docente e famiglia qualora i genitori dell’alunno fossero iscritti a Facebook (cosa molto probabile soprattutto nelle nuove generazioni). Se ci pensiamo questo aspetto impatta direttamente sulla possibilità di visibilità dei genitori e delle famiglie sui rapporti di classe e l’attività del docente, con ricadute importanti in termini di fiducia, controllo e legittimazione del ruolo dell’insegnante.

Nella stessa sezione Facebook fornisce gratuitamente una pubblicazione in pdf (disponibile anche in italiano) di circa 20 pagine chiamata appunto “Facebook per gli insegnanti”, realizzata da esperti di Facebook e da psicologi della Pepperdine e della Stanford University. In esso sono presenti consigli approfonditi su come poter utilizzare il “faccialibro” a scuola, sulla base di sette modalità.

1. Aiutare a sviluppare e rispettare la politica della scuola relativa a Facebook

2. Incoraggiare gli studenti ad attenersi alle linee guida di Facebook

3. Restare aggiornati sulle impostazioni di sicurezza e sulla privacy di Facebook

4. Promuovere una buona cittadinanza nel mondo digitale

5. Usare le funzioni Pagine e gruppi di Facebook per comunicare con gli studenti e i genitori

6. Abbracciare gli stili di apprendimento digitali, sociali, mobili e “sempre online” degli studenti del 21° secolo

7. Usare Facebook come risorsa di sviluppo professionale

Inutile dire come ampio spazio venga dato alla sicurezza online e, in particolare, al recente fenomeno del bullismo virtuale (cyber bullying), con tanto di video del Presidente Obama dedicato ai ragazzi. Il tema della sicurezza è strettamente legata ad un altro importante concetto introdotto dal testo, quello di cittadinanza digitale: “Essere un buon cittadino digitale significa pensare agli effetti sugli altri prima di pubblicare contenuti o inviare messaggi. Significa anche difendere tutti coloro che sono considerati bersaglio di atti di bullismo, sia online che nel mondo reale. Questo può essere difficile per gli studenti, ma con l’insegnamento e l’incoraggiamento riteniamo che i giovani siano in grado di affrontare la sfida”.

Twitter

Come per Facebook anche Twitter considera il ruolo del docente risulta “fondamentale per fornire agli studenti linee guida sulla sicurezza online”. L’area “Suggerimenti sulla sicurezza per gli insegnanti” del sito (https://support.twitter.com/articles/20170947-suggerimenti-sulla-sicurezza-per-gli-insegnanti) riporta una serie di suggerimenti su problemi o situazioni che potrebbero verificarsi con l’uso di Twitter.

Parlare della sicurezza online ai propri studenti rappresenta un passo fondamentale, secondo Twitter,per informare gli studenti sul modo in cui si usa correttamente Twitter e la corretta gestione delle loro relazioni online. Il docente deve “fare domande” per “cercare di aiutare gli alunni a trovare una soluzione ai problemi di sicurezza che si sono trovati ad affrontare”.

Il sito propone i seguenti quesiti:

o   Con chi condividi le tue informazioni?

o   Puoi fidarti di tutte le persone che visualizzano le informazioni sul tuo account Twitter?

o   Come potrebbe venire interpretato il tuo Tweet?

Ciò è strettamente collegato ad un secondo punto sollevato da Twitter: comunicare e rispettare la privacy degli individui. Secondoil celebre sito di microblogging gli studenti spesso non hanno la stessa concezione di ciò che è privato e ciò che può essere condiviso online e che, in certi casi, la pubblicazione di determinati contenuti possa ferire i sentimenti delle persone, influire sui rapporti nella vita reale e persino compromettere opportunità future di carriera.

La figura dell’insegnante viene nuovamente richiamata ad una funzione di orientamento: “Se un amico o un contatto di uno studente ha pubblicato informazioni che quest’ultimo vorrebbe mantenere private, suggeriscigli di rivolgersi alla persona che ha pubblicato le informazioni in questione chiedendogli di eliminarle. Analogamente, incoraggia i tuoi studenti a essere ragionevoli e a rispettare la richiesta da parte di un’altra persona di eliminare determinati contenuti.

Emerge molto chiaramente anche nella lista dei consigli di Twitter il problema del cyber bullismo tra gli adolescenti, riportando alcuni esempi di soluzioni-tipo:

Lo studente A si unisce a un gruppo di ragazzi che deride le foto online dello studente B poiché pensa che non avrà mai a che fare con quest’ultimo. Una settimana dopo, le classi vengono cambiate e gli studenti suddivisi in coppie per svolgere un progetto. Lo studente A si trova a dover lavorare con lo studente B per 3 settimane.

Lo studente A pubblica un contenuto scherzoso sulla droga e sulla violenza destinato ai suoi amici più stretti. I familiari di uno dei suoi amici vedono il contenuto e contattano il personale scolastico, che svolge delle indagini e contatta la polizia.

Nei casi più gravi Twitter suggerisce all’insegnante di contattare la famiglia dell’allievo, sottolineando come l’utilizzo responsabile di Internet debba essere promosso a scuola come tra le mura domestiche.

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Tisa, accordo segreto: privatizzare anche scuola e sanità

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Si chiama “Tisa”, acronimo di “Trade in services agreement”, ovvero “accordo di scambio sui servizi”. E’ un trattato che non riguarda le merci, ma i servizi, ovvero il cuore dell’economia dei paesi sviluppati, come l’Italia, che è uno dei paesi europei che lo sta negoziando attraverso la Commissione Europea. Obiettivo: privatizzare tutti i servizi fondamentali, oggi ancora pubblici – sanità, istruzione, trasporti – su pressione di grandi lobby e multinazionali. «Un accordo che viene negoziato nel segreto assoluto e che, secondo le disposizioni, non può essere rivelato per cinque anni anche dopo la sua approvazione», spiega Stefania Maurizi su “L’Espresso”, che pubblica – in esclusiva un team di media internazionali – l’ultimo scoop di Wikileaks, l’organizzazione di Julian Assange. Gli interessi in gioco sono enormi: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70% del Pil globale. Solo negli Usa rappresenta il 75% dell’economia e genera 8 posti di lavoro su 10 nel settore privato.

continua su http://www.libreidee.org/2014/06/tisa-accordo-segreto-privatizzare-anche-scuola-e-sanita/

#DigiTsipras: L’altra Europa dei diritti digitali

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Un gruppo di attiviste/i e candidate/i della lista “l’Altra Europa con Tsipras”, tra cui alcuni iscritti e simpatizzanti del Partito Pirata Italiano, hanno promosso l’iniziativa #DigiTsipras per interagire con gli altri candidati, con i collaboratori e gli attivisti della lista più attenti alle tematiche dei diritti digitali per contribuire all’elaborazione di una serie di proposte programmatiche che sono andate naturalmente a confluire nel programma della lista de l’Altra Europa.

 

Il metodo scelto per elaborare questo documento, un esperimento di scrittura collaborativa in una reale situazione di partecipazione peer-to-peer, è un ulteriore elemento che caratterizza questa nostra lista per contribuire a una crescita politica che guardi al futuro con metodi innovativi e concretamente democratici.

 

Quella che segue è la premessa al programma #DigiTsipras che è possibile scaricare cliccando su questo link.

 

Resistenza digitale

 

La rivoluzione digitale costituisce un’opportunità straordinaria di sviluppo civile e sociale ma rappresenta al contempo una seria minaccia per la libertà e la dignità umana.
La velocità con la quale vengono introdotti i mutamenti è superiore al tempo di reazione della società nel suo complesso. Allo stesso tempo, le opportunità di configurare tale processo attraverso il quadro democratico dei singoli stati stanno scomparendo.

La globalizzazione della conoscenza e della cultura umana attraverso la digitalizzazione e il collegamento in rete sfida tutti gli aspetti dei nostri sistemi giuridici, economici e sociali tradizionali.
Le risposte sbagliate a questa sfida, costituiscono appena una delle ragioni che promuovono l’emergere di uno stato di polizia globale completamente totalitario.
La paura del terrorismo internazionale fa sì che
la sicurezza sembri più importante della libertà e zittisce molti di coloro che altrimenti potrebbero difendere la libertà.

Autodeterminazione dell’informazione, libero accesso alla conoscenza e alla cultura, e tutela della privacy sono i pilastri della società dell’informazione del futuro.
Solo su questa base è possibile che emerga un ordine democratico globale che garantisca la giustizia sociale e l’autodeterminazione.
Un movimento politico Europeo deve voler agevolare questo ordine e incanalarlo per il bene di tutti.

Riteniamo che questi temi debbano avere il sostegno dei cittadini da ogni parte dello spettro politico tradizionale perché la lotta per la tutela della privacy, della libera conoscenza e della cultura è e deve essere una lotta comune di tutti i cittadini europei.


Il blog di riferimento dell’iniziativa, dove poter commentare i punti del programma è raggiungibile a questo indirizzo https://digitsipras.wordpress.commentre le nostre pagine di discussione sui social network sono https://facebook.com/DigiTsipras e

https://twitter.com/DigiTsipras

I candidati che hanno aderito all’inizitiva sono:

Domenico Finiguerra (collegio nord-ovest)

Loredana Lipperini (collegio nord-ovest)

Daniela Padoan (collegio nord-ovest)

Luca Casarini (collegio centro)

Tommaso Fattori (collegio centro)

Sandro Medici (collegio centro)

Lorella Zanardo (collegio centro)

Marco Furfaro (collegio centro)

Raffaella Bolini (collegio centro)

Nazzarena Agostini (collegio centro)

Isabelli Cirelli (collegio nord-est)

Camilla Seibezzi (collegio nord-est)

Stefano Lugli (collegio nord-est)

ROMA, 15 MAGGIO ORE 13 @CAMERA DEI DEPUTATI: STOP TTIP! APPELLO A CANDIDATI E PARLAMENTARI PER FERMARE L’ACCORDO USA-UE

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Roma, 14 Maggio – Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale.

E’ un attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto.

Le oltre 60 organizzazioni, sindacati, movimenti, associazioni, vertenze locali che aderiscono alla campagna nazionale STOP TTIP Italia presentano il 15 Maggio alle ore 13.00 presso la Sala Stampa della Camera il proprio appello ai candidati alle elezioni europee e invita i Parlamentari a condividere i dettagli segreti del Trattato e le prossime iniziative di lotta della Piattaforma.

Il 15 Maggio a Bruxelles la Confindustria belga insieme a Business Europe presieduta da Emma Marcegaglia si incontreranno per l’European Business summit proprio per fare pressione sulle istituzioni europee, a pochi giorni dalle elezioni, perché accelerino le trattative del TTIP senza alcuna considerazione dell’opposizione di sindacati, società civile e movimenti che quel giorno scenderanno in piazza per far sentire la propria voce.

La campagna invita tutti i parlamentari interessati a discutere i contenuti del Trattato ad intervenire alla Conferenza stampa per incontrare i rappresentanti della Campagna e chiede, contestestualmente, ai Capigruppo di tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato un incontro urgente per approfondire gli aspetti più preoccupanti del negoziato in corso ed ascoltare le ragioni della Società civile.

Confermare la propria presenza entro giovedì 15 Maggio ore 9.00 a moni.disisto@iol.it e a stopttipitalia@gmail.com
Info stampa +393358426752

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Il Partito Pirata Italiano ha aderito alla campagna STOP-TTIP [http://stop-ttip-italia.net/] avviata contro metodi e contenuti della negoziazione attualmente in corso tra UE e USA per l’abbattimento delle barriere normative per gli scambi e gli investimenti.
Queste “barriere” rappresentano in realtà alcuni dei nostri standard più preziosi.
Vi invitiamo pertanto alla conferenza stampa che si svolge in concomitanza con altri eventi contro il TTIP in Europa.
[Link alla mappa eventi: https://mapsengine.google.com/map/edit?mid=z2_7kVjvOAF0.kJGmGBbsABbM]