Programma Partito Pirata Ferrara

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Quella che segue è la bozza di programma che il Partito Pirata Ferrarese presenterà per le elezioni amministrative del 2014 per la città di Ferrara.

Nota Bene: Il programma è incentrato su partecipazione, orizzontalità e apertura

L’intero programma può essere scaricato in formato .odt (OpenOffice) da questo indirizzo e in formato .pdf da questo indirizzo consultabili offline – consigliamo di non stampare e rispettare l’ambiente 🙂

– Democrazia, Partecipazione e Rete

– Lavoro, Tassazione

– Sviluppo e Lavoro attraverso Storia, Cultura, Arte

– Volontariato/Partecipazione

– Giovani/Studenti

– Trasparenza PA

– Software libero e divario digitale

– Sanità

– Ambiente

– Smart city

Democrazia, Partecipazione e Rete

I cittadini non si sostituiscono alla PA (che non ha risorse), ma collaborano con essa, partecipano alle scelte Politiche e si auto-organizzano per rispondere ai propri reali bisogni.

L’ente locale offre ascolto e supporto a progetti, microprogetti e comitati di quartiere di cittadinanza attiva, supportando e mappando le comunità che si formano per favorire l’interazione fra queste e l’ente locale e ripristinare quel necessario rapporto di fiducia tra pubblico e privato che ormai si è perso.

Sono da introdurre quegli strumenti di democrazia partecipativa già presenti in molte realtà, anche italiane, come il Consiglio comunale aperto, il referendum propositivo e abrogativo locale con diritto di voto agli stranieri residenti, l’assemblea pubblica su richiesta degli abitanti, l’iniziativa popolare a voto consiliare e/o popolare, oltre l’adozione dei tanti software in Rete (i cosiddetti “media civici”) che permettono la maggiore partecipazione possibile come ad esempio il software Liquid Feedback per l’interazione dei cittadini con le scelte degli amministratori locali, OpenMunicipio (piattaforma web che usa i dati politico-amministrativi ufficiali dei comuni affiliati per offrire alla cittadinanza servizi di informazione, monitoraggio e partecipazione attiva alla vita della propria città) ImproveMyCity (servizio on-line che permette ai cittadini di interagire con la Pubblica Amministrazione segnalando disagi e disservizi presenti nel proprio Comune) i Sondaggi deliberativi online (sondaggi tra cittadini con la collaborazione di esperti) software per il Bilancio partecipativo locale come Demos-Budget e/o Bipart

Occupazione, Tassazione

Per uscire dalla situazione di difficoltà enorme in cui ci troviamo è necessario un coinvolgimento della Pubblica amministrazione locale con tutti gli attori del mondo della cultura, imprenditoria, forze sociali e cittadini in prima persona, senza distinzioni e “vincoli” di appartenenza politica

Il coinvolgimento dei cittadini, delle imprese, delle forze culturali e di quelle sociali non deve essere di semplice consultazione ma di proposta all’elaborazione di soluzioni condivise con la PA locale, per i problemi del lavoro e dello sviluppo della città, così come di valutazione continua dell’operato della PA e degli eletti.

Le scelte devono andare nella direzione della tutela dell’ambiente e sviluppo dell’innovazione generando l’occupazione, nuove tecnologie e processi produttivi, che coinvolgono il mondo culturale e universitario per formare nuove professionalità.

Le tassazione degli abitanti deve essere adeguata alle condizioni economiche e alla composizione familiare, devono quindi essere tutelate le persone e le famiglie bisognose con maggiori esenzioni e aliquote e tariffe proporzionate

Si deve lavorare per abolire l’addizionale provinciale nella TIA esentandone completamente dal pagamento i titolari di social card. Per contro, chi ha capacità di reddito elevata, contribuirà in proporzione maggiore al pagamento dei servizi e delle prestazioni erogate dal Comune (materne, nidi, trasporti, mense, case protette).

Si ritiene importante favorire ed incentivare esperienze già funzionanti in altre realtà come i GAS (gruppi di acquisto solidali) che hanno assunto come prioritaria la sensibilizzazione del consumatore alle problematiche dello sviluppo sostenibile e all’educazione al consumo critico permettendo maggiore freschezza del prodotto, la conoscenza dell’origine, un maggiore risparmio, la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, la valorizzazione del territorio, delle colture e culture tradizionali oltre ad una maggiore equità dello scambio.

Per il reperimento delle risorse finanziarie è necessario partire dallo smobilizzo dei beni non utilizzati o dalle partecipazioni non prioritarie, da destinare alla riduzione del debito e/o a nuovi investimenti infrastrutturali.

Sviluppo e Lavoro attraverso Storia, Cultura, Arte

“Storia, cultura e arte” del nostro territorio devono diventare qualcosa di più di parole usate come slogan “pubblicitario” per favorire il turismo (attività che tra l’altro è portata avanti in forme mal gestite e non coordinate), ma un patrimonio materiale ed immateriale per l’individuo e per la collettività che costituisce una risorsa fondamentale per una crescita economica sostenibile:

recenti studi sull’incremento degli investimenti in arte e cultura ci mostrano come ogni euro investito in questi settori genera un aumento di due volte e mezzo di PIL nel sistema economico complessivo, così come ogni nuovo addetto porta ad un incremento totale sul sistema economico complessivo di una volta e mezzo.

Ecco che diviene necessario un capillare sistema informativo locale, che permette la diffusione di tutte le iniziative disponibili, da quelle gratuite a quelle a pagamento, che non disponendo di una rete turistica locale online, non riescono neanche ad intercettare i turisti già presenti sul territorio, tanto meno quelli nelle vicinanze o tutti quelli potenzialmente interessati.

E’ necessaria una “Rete della cultura” composta di associazioni, enti e persone che contribuiscano con proposte, informazioni e idee a valorizzare e far produrre ricchezza a quel “petrolio” rappresentato dall’arte, dalla cultura e dal territorio in cui viviamo, partendo innanzitutto dalla creazione di un registro di tutti soggetti che ne fanno parte (gran parte dei quali sconosciuti agli enti locali) per utilizzare al meglio le risorse disponibili e dar vita ad una strategia di pianificazione e riqualificazione con tutti gli attori coinvolti, in grado di produrre crescita economica complessiva.

Volontariato/Partecipazione

Molte delle proposte che vogliamo portare avanti tengono in grande considerazione le persone che vivono nel nostro territorio e l’importanza della loro partecipazione alla vita sociale e politica, perchè diviene sempre più necessario fondare un patto di collaborazione con le Amministrazioni pubbliche per la programmazione delle politiche sociali, per la progettazione dei servizi e la valutazione degli esiti, perché si arrivi ad un nuovo paradigma, quello della partecipazione decisionale.

Ecco che singoli abitanti e organizzazioni di volontariato devono poter coordinarsi, confrontarsi, fare rete, costruire cartelli di organizzazioni di settore e/o di territorio per esprimere posizioni condivise e rappresentarle ai soggetti istituzionali, per un confronto con un’entità rappresentativa delle molteplici unità che operano sul territorio per deliberare scelte consapevoli di politiche sociali in appositi organismi non solo consultivi, ma anche decisionali.

Devono quindi essere valorizzate e supportate a tutti i livelli le associazioni di volontariato che sono presenti sul territorio che portano benefici enormi sia a livello di servizi (sostituendosi spesso alle carenze degli enti locali) che a livello sociale per i benefici sulla vita cittadina.

La PA locale anche in questo caso deve mappare, supportare e favorire la collaborazione delle realtà esistenti, deve creare le condizioni (sfruttando spazi “poco o non usati” e dando supporto con le proprie strutture ed il proprio personale) anche per far nascere nuove iniziative, sempre più importanti in un momento come quello attuale (come ad esempio le “Camere del lavoro autonomo e precario” già presenti in alcune città italiane, gruppi in cui si autorganizzano e si incontrano i cittadini di quel mondo del lavoro che non è rappresentato, autonomo, precario e parcellizzato, abbattendo il problema dei costi proibitivi degli affitti, dando spazio a progettazione, servizi autogestiti, mutua collaborazione e scambio di idee per creare una risposta a crisi e disoccupazione).

Chiediamo inoltre al Comune la disponibilità di luoghi pubblici in cui i cittadini, tutti i cittadini, possano incontrarsi liberamente e gratuitamente (o al massimo a prezzi di copertura delle spese delle utenze) per scambiare idee, organizzarsi, fare rete tra realtà con interessi simili

In più comuni sono presenti non solo sale civiche gratuite, ma anche Centri sociali gestiti dai cittadini stessi ed aperti a tutti senza alcuna distinzione. Siamo convinti che le tasse pagate dai Cittadini contengano già quella parte adibita a tali servizi che, dovrebbe essere un obiettivo primario per il Comune, in quanto valorizza le relazioni sociali e favorisce lo scambio di esperienza generazionale e interculturale, favorendo la condivisione di idee, esperienze e necessità e l’organizzazione volontaria dei cittadini che sta diventando sempre più un esigenza imprescindibile in un momento di crisi così grande e con le istituzioni lontane e/o impotenti.

Giovani e Studenti

Partecipazione alla vita politica e rapporto tra scuola/università e Imprese/Artigiani

La PA locale avrebbe enormi benefici nel favorire la partecipazione alla vita sociale e alle scelte politiche di giovani e studenti sia per capitalizzare le loro proposte e idee sia avere un quadro quanto più aggiornato e preciso delle loro esigenze e del loro punto di vista: ecco che affiancare un uso massivo e coordinato dei Social Media deve unirsi all’uso di quegli strumenti di partecipazione “offline” e online (media civici) di cui si parlava nel primo punto.

Per incentivare il rapporto tra giovani/istruzione e mondo del lavoro invece sono sono moltissime le proposte di intervento che si possono mutuare da altre realtà italiane come:

Azioni di istruzione e formazione integrate, finalizzate all’elaborazione/introduzione della riforma del sistema educativo svolte attraverso reti di partenariato. Si intendono creare relazioni tra sistemi scolastici e Distretti Produttivi attraverso la creazione di reti di conoscenza. Si tratta di seminari formativi per attivare un confronto tra scuola (istituti superiori e cfp) e imprese (imprenditori, manager, tecnici) su competenze didattiche e ruolo docente, aggiornamento programmi di studio e modalità di apprendimento in raccordo con le aziende del territorio.

Prove d’impresa: rivolti a studenti di classe quarta e quinta, prevede degli incontri in classe con gli imprenditori sui temi del mondo del lavoro: le competenze richieste dalle imprese, la stesura del curriculum vitae, la simulazione del colloquio di lavoro.

Laboratorio in impresa: rivolto a studenti di classe quarta e quinta degli Istituti Superiori. Consta in attività di formazione d’aula, visite aziendali, stage su tematiche specifiche attinenti all’indirizzo di studio degli studenti.

Concorsi per idee innovative con idee creative su arte e cultura, su rinnovabili e audiolibri, mostre d’arte e iniziative di sviluppo della creatività

Borse di ricerca: sono connesse all’implementazione di reti di conoscenza contro la crisi economica. Hanno una durata di 12 mesi e consistono in una ricerca portata avanti dal neolaureato con l’affiancamento di un referente scientifico universitario e l’ausilio dell’azienda partner, che offre al borsista i mezzi, gli strumenti e le strutture adatte a svolgere la sua ricerca. Le Borse riguardano diversi ambiti di ricerca.

Trasparenza della PA

La corruzione in Italia è valutata oltre 60 miliardi di euro l’anno; vogliamo che tutti i dati e gli atti elaborati e raccolti dall’ente locale nello svolgimento della sua attività di gestione della cosa pubblica siano accessibili su internet attraverso una sistema di pubblicazione automatica che permetta un accesso semplice, completo e chiaro a tutte le informazioni che consentano ai cittadini di collaborare con l’ente locale alla valutazione dell’integrità e della correttezza dell’operato della stessa, per la lotta agli sprechi, la verifica e l’opportunità degli appalti e delle commesse, la verifica del merito nelle assunzioni e delle carriere, etc.

Sono molti i sistemi informatici che permettono un accesso semplice e diretto ai dati e all’attività dell’ente locale permettendo la partecipazione del cittadino che vengono già usati da diverse amministrazioni pubbliche, come ad esempio Open Bilancio (software open source che rende accessibili, comprensibili e confrontabili dai cittadini i bilanci dell’ente aggregando i dati e fornendo informazioni e servizi differenziati per cittadini, imprese, operatori finanziari e media) o Open Municipio (piattaforma web open source che usa i dati politico-amministrativi ufficiali del comune per offrire alla cittadinanza servizi di informazione, monitoraggio e partecipazione attiva alla vita della propria città, con informazioni sulle attività di sindaco, giunta e consiglio aggiornate in tempo reale, permettendo ai cittadini di partecipare ai lavori, documentandosi e interagendo con gli strumenti di relazione del sito e con i media sociali di internet)

L’adozione di questi strumenti deve andare di pari passo con un lavoro di informazione degli abitanti sul funzionamento e l’uso di queste piattaforme, per permettere un inclusione ed una partecipazione reale e non di “facciata”

Software Libero e Divario Digitale

Con le ultime modifiche introdotte nel Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD, Art. 68) dal D.L. 83/2012 (“Misure urgenti per la crescita del Paese”), convertito in L. 134/2012 e successivamente modificato dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (G.U. 11/08/2012) l’utilizzo del software libero a codice aperto nella P.A. non è più un’opzione ma è una scelta prioritaria e l’utilizzo di software con altro genere di licenza è possibile solo in assenza di soluzioni FLOSS (Free, Libre, Open Source Software).

Inoltre ogni anno gli enti locali spendono centinaia di migliaia di euro per comprare programmi e software proprietari: ecco che per risparmiare e per avere strumenti più adattabili alle esigenze locali, l’adozione del free-software permette di liberare queste risorse da utilizzare in altri settori, ma ha anche una serie di enormi vantaggi tra cui:

economicità per l’Amministrazione: oltre ai risparmi sul costo della licenza e sull’acquisto di antivirus, possibilità di riuso, risparmi sull’hardware grazie all’allungamento del ciclo di vita dei PC

economicità per i cittadini grazie all’uso di standard aperti;

riuso: possibilità di usare software in uso presso altre P.A., possibilità di donare il software alle società partecipate, a strutture sociali o produttive;

riduzione dell’impatto ambientale grazie all’allungamento del ciclo di vita dei computer;

indipendenza dai fornitori, liberando da potenziali pratiche ricattatorie;

investimenti nell’impiego di competenze locali grazie al risparmio su licenze di società estere, che insieme alle possibilità offerte al mercato dagli open data, diventa volano di innovazione e sviluppo economico;

– maggior sicurezza ed affidabilità grazie al supporto di intere comunità di programmatori in tutto il mondo e sviluppo, miglioramenti, ottimizzazioni e debug non legati a scelte commerciali e di mercato;

– maggiori garanzie di interoperabilità grazie all’assenza di politiche protezioniste dei produttori per ragioni economiche e di mercato monopolista;

– trasparenza e privacy: il software aperto è ispezionabile, quindi è possibile effettuare controlli sulla correttezza del trattamento dei dati, una possibilità che impedisce la presenza di backdoor o funzioni occulte, come ad esempio quelle che inviano di nascosto le informazioni degli utenti a terzi (pratica non necessariamente da attuare internamente, in quanto già attuata costantemente da tutta la comunità internazionale);

– i software liberi, come anche i dati pubblici, sono un bene comune; favoriscono diritti sociali quali l’inclusione digitale, mettendo al centro del proprio sviluppo le persone e la collettività. Gli standard aperti sono tali in quanto permettono una serie di libertà tra cui il diritto di accesso alle conoscenze e alle informazioni, e la libertà di espressione.

  • Proposte fattive:

– adozione di LibreOffice come suite per l’ufficio in alternativa a Microsoft Office;

– predisposizione dell’infrastruttura di rete ad un ambiente operativo misto, comprendente postazioni Linux;

– implementazione di Linux su postazioni desktop, partendo dall’hardware più obsoleto;

– conversione progressiva dei sistemi informativi centralizzati e corsi di formazione e servizi di supporto al personale (queste attività saranno finanziate dalle somme risparmiate dall’acquisto delle licenze proprietarie).

  • Una rete con Wi Fi gratuito in tutto il territorio del comune

Troppe persone vivono ancora oggi in una condizione di vero e proprio ‘apartheid digitale’, che significa disparità d’accesso alla vita, alle informazioni, alle opportunità del nuovo Millennio tecnologico. La libertà di accesso alle nuove tecnologie rappresenta una sfida di crescita sociale e di democrazia, l’accesso alla rete deve essere considerato come un diritto per tutti, quindi garantire la possibilità di un accesso “basilare” non solo nelle aree centrali ma su tutto il territorio comunale.

  • Attività di promozione della cultura digitale

Oggi la mancanza di cultura della rete corrisponde all’analfabetismo 50 anni fa.

Il problema del digital divide non può più essere considerato “marginale” non è più possibile fare niente senza la Rete e questa è una direzione dalla quale non c’è ritorno.

Non è quindi accettabile mantenere le persone in stato di analfabetismo, non è più pensabile creare un invalicabile muro sociale, un burrone, nel quale rischia di sprofondare una parte importante della popolazione che inevitabilmente trascina molti di quelli che si sentono al riparo.

Dobbiamo quindi affrontare il problema, anche in questo caso applicando il principio della condivisione e del riuso possiamo prendere spunto da altre esperienze come quelle dei “pontos de cultura”, sviluppati in Brasile da Gilberto Gil e/o dagli “Espaces publics numériques” parigini, ovvero una rete di centri di alfabetizzazione e promozione della cultura e della formazione attraverso le moderne tecnologie.

Il piano è volto a creare veri e propri luoghi di aggregazione tecnologici, ognuno con diverse vocazioni e attività culturali e sociali, nei quali l’alfabetizzazione informatica e l’uso corretto e consapevole della Rete costituiscano il passaggio necessario alle attività specifiche. L’idea di base è quella di riutilizzare alcuni spazi e riqualificarli per permetterne l’uso a tutti i cittadini.

Sanità

L’importanza della Sanità in un territorio come il nostro che ha una popolazione caratterizzata da forte invecchiamento è sempre più centrale.

Non è possibile trasportare l’intera ospedalizzazione in una cattedrale nel deserto come quella di Cona, tra l’altro mal gestita, le cui nomine dirigenziali vengono stabilite dai partiti politici e con notevoli inefficienze, senza dare un luogo di primo soccorso funzionante: l’assistenza sanitaria deve essere vicina all’utente, accessibile ed economica, con attività specialistiche integrate fra loro e concentrate in un unico luogo che prendano in carico il cittadino per fare prevenzione e sanità di base di primo livello.

Oggi il malato, specie se anziano o cronico, è solo nel reperire risposte, spesso offerte da RSA e case di riposo private, a fronte di rette poste a carico del malato e della famiglia, nonostante il d.lgs. 130/00, non applicato dai Comuni, lo vieti esplicitamente.

Oggi è sempre più necessario integrare pubblico e privato nell’erogazione dei servizi mantenendo la governance del sistema in mano esclusivamente al pubblico (concessioni, tariffe, liste di attesa, agevolazioni, controlli)

Ambiente

La difesa dell’ambiente è sempre più una priorità del nostro territorio:

– gli attuali inceneritori devono essere ridotti quando non sia possibile chiuderli, non potenziati per permettere un guadagno alle aziende proprietarie a scapito della salute degli abitanti, è necessaria una politica di incentivi ed investimenti orientati alla riduzione dei rifiuti, alla raccolta differenziata porta a porta, alla separazione dell’umido, al recupero e al riciclo della materia.

– sono da incentivare i comportamenti virtuosi garantendo benefici sensibili a famiglie e imprese, che si impegnino per la riduzione dei rifiuti e lo sviluppo della raccolta differenziata.

– si devono sviluppare politiche risparmio e l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la piccola generazione distribuita, anche attraverso strumenti urbanistici, a partire dagli edifici pubblici.

– devono essere realizzati sistemi di controllo delle emissioni inquinanti in atmosfera, nel suolo e nell’acqua, orientando l’operato dell’ARPA e coinvolgendo NECESSARIO i cittadini.

– vogliamo creare in rete una piattaforma dei siti da bonificare accessibile a tutti i cittadini che esprima chiaramente parametri quali:

a) tempi della bonifica

b) misure generali di tutela

c) creazione di un data-base sanitario che preveda azioni di monitoraggio e di profilassi

d) puntuale pubblicazione delle risultanze delle emissioni.

Smart City

Una città può essere definita come ‘smart’, quando gli investimenti in capitale umano e sociale, quelli tradizionali, quelli moderni (ICT) e lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione alimentano uno sviluppo economico sostenibile ed un’alta qualità della vita, con una gestione saggia delle risorse naturali, attraverso una governance partecipativa.

Crediamo nell’importanza di una sperimentazione concreta – con adeguati supporti di investimenti, sia pubblici che privati – ed il coinvolgimento degli attori (associazioni sociali, culturali, professionali, imprenditoriali, professionisti, scuole, università, centri di ricerca, imprese) e delle iniziative che già sono presenti sul territorio locale e nazionale (da grandi città come Genova, Firenze Milano a più piccole realtà come Piacenza Pontedera, Massarosa) per creare un “ambiente urbano” diverso dove le tecnologie siano indirizzate alla razionalizzazione delle risorse e al riutilizzo dei dati e informazioni esistenti; i vantaggi per i cittadini e per le imprese si sommano a quelli delle PA che puo’ risparmiare somme enormi grazie alle interconnessioni digitali, applicazioni e servizi per la domotica, una migliore gestione delle risorse, efficientamento energetico, sviluppo di spazi per la sostenibilità, riduzione del traffico e migliore mobilità, riqualificazione del territorio, coinvolgimento degli abitanti e valorizzazione delle reti sociali, una città intelligente come sfida sociale.

Le aree in cui le Smart City possono dare grande vantaggi sono economia, ambiente ed energia, mobilità, governo e partecipazione, salute, migliorando la qualità della vita e favorendo un governo della città migliore in termini di processi decisionali e partecipazioni dei cittadini alla vita e alle scelte pubbliche.

Occorre definire obbiettivi di miglioramento del benessere dei cittadini nel rispetto della sostenibilità, per il raggiungimento dei quali è necessario un piano generale della comunità intelligente che passa dall’accesso semplice e senza costi (tempo e denaro) agli atti e ai dati pubblici, all’agevolare le concessioni per associazioni e comunità locali per la gestione degli spazi pubblici; dal predisporre iniziative (fisiche) e piattaforme (online) per la partecipazione degli abitanti alle deliberazioni e alle iniziative cittadine, al facilitare l’accesso alle risorse informative e l’apprendimento dell’uso delle tecnologie come strumento di informazione, partecipazione e inclusione fino al mappare, sostenere e interconnettere le tante associazioni e diverse realtà operanti sul territorio che in diversi campi e settori spesso suppliscono alle carenze del pubblico e si spendono per preservare arte, cultura, storia del territorio dimostrando nei fatti l’importanza della partecipazione e della collaborazione.

  • Esempi grandi città

Genova (efficientamento energetico per ridurre di quasi un quarto le emissioni cittadine entro il 2020, gestione efficiente dell’energia negli edifici scolastici basato su un “navigatore energetico” per gestire e controllare gli impianti di climatizzazione e illuminazione)

Firenze (un’intelligenza artificiale che controlla il traffico in provincia e sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno con dati che arrivano dati da 150 telecamere, 200 semafori, 130 sensori di traffico, 10 parcheggi e tutti gli autobus dell’area metropolitana, per una rete stradale di 10 mila chilometri. Il sistema rielabora il tutto, fa una media e così determina lo stato corrente della rete stradale; prevede inoltre come sarà la situazione nell’ora successiva e suggerisce soluzioni)

Milano ha messo logistica, energia e infomobilità tra i temi caldi del modello smart city che intende perseguire e l’Expo 2015 sarà il laboratorio di prova, per esempio, un sistema per distribuire medicinali alle farmacie tramite veicoli elettrici e la diffusione di display e applicazioni mobili che mostrino dati sul traffico in tempo reale e, in una seconda fase, sui parcheggi).

Torino, che intende puntare su un sistema di smistamento merci tramite mezzi elettrici, ma anche su concetti come smart building e smart education.

Verona (controllo intelligente del traffico e delle merci, con un progetto che affiancherà le tecnologie Rfid al sistema Ztl. Il tutto servirà a verificare in modo più puntuale le autorizzazioni all’accesso, a gestire il transito delle merci pericolose, a rilevare le infrazioni)

  • Esempi piccole città

– Massarosa = risparmio energetico, riqualificazione del territorio e coinvolgimento dei cittadini

– Segnalazione interventi di manutenzione Comune di Pontedera

– Piacenza Risparmio energetico, fotovoltaico, Internet per tutti, Mobilità

 

L’intero documento è in CC By 1.0  😉

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