25/11 Mozione TTIP in consiglio comunale a Ferrara

di Silvia Mantovani – 6.10.2014

P.G. 88231/2014

PREMESSO

che nel giugno 2013, il presidente degli Stati Uniti Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP);

che tali negoziati sono tuttora in corso, nella più totale opacità e segretezza, con l’obiettivo di concluderne l’iter entro la fine del 2015;

che l’obiettivo prioritario di tale Partenariato è quello dell’eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d’investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell’oceano Atlantico;

che il Partenariato in corso di negoziazione prevede addirittura il diritto per gli investitori transnazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc (ISDS, Investor-State Dispute Settlement) i governi sovrani e le autorità locali, qualora le loro società subissero perdite, anche potenziali, di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottate dalle autorità medesime;

CONSIDERATO

che le cosiddette barriere “non tariffarie” altro non sono che norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell’ambiente e della dignità sociale;

che il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali, minacciando di provocare un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione;

che l’assoluta segretezza con cui vengono condotti i negoziati, che non prevedono alcun coinvolgimento né delle popolazioni, né delle istituzioni che a tutti i livelli le rappresentano, costituisce un preciso attacco al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere i termini e le conseguenze di tali negoziati e di potersi pronunciare nel merito;

che il diritto degli investitori transnazionali a citare in giudizio i governi e le autorità locali, in seguito all’approvazione di norme e/o delibere di interesse generale che potrebbero pregiudicarne i profitti, costituisce un gravissimo ‘vulnus’ democratico, un’inaccettabile compressione dell’autonomia delle autorità pubbliche e un’azione destrutturante sulla coesione sociale delle comunità territoriali;

ESPRIME

il proprio totale dissenso nei confronti del Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea e pertanto;

TUTTO CIO’ PREMESSO IL CONSIGLIO COMUNALE DI FERRARA

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

1. ad intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere il ritiro da parte del governo italiano, nell’ambito del Consiglio Europeo, dal TTIP e, in subordine, alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo;
2. a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro il TTIP, in quanto in questo trattato viene leso, tra gli altri, il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali;
3. ad inviare la presente deliberazione all’Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea.

Il Consigliere Comunale
del Movimento 5 Stelle
Mantovani Silvia

Consiglio comunale live http://www.comune.fe.it/index.phtml?id=472

Fonte: http://stopttipferrara.wordpress.com/2014/11/21/mozione-ttip-in-consiglio-comunale-a-ferrara/

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Intervista a Neva Cocchi, coordinatrice nazionale del progetto Citizens Without Borders

Sono attivi in Italia, Spagna, Francia, Romania e Repubblica Ceca gli sportelli del progetto Citizens Without Borders, punti di informazione e assistenza per i cittadini comunitari e i loro familiari. Nel primo anno della loro attività, Neva Cocchi, coordinatrice del progetto Citizens Without Borders in Italia, descrive le sfide che la rete degli help desk CWB si trova ad affrontare.

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Chi sono i cittadini comunitari che si rivolgono agli sportelli della rete Citizens Without Borders?

La composizione dell’utenza degli sportelli CWB è molto eterogenea e riflette le caratteristiche delle organizzazioni che nelle diverse città hanno attivato gli help-desk CWB. Ad esempio nelle città di Rimini e Cesena gli utenti sono prevalentemente cittadine di nazionalità romena impiegate stagionalmente negli alberghi della costa adriatica che si rivolgono all’Associazione Diritti dei Lavoratori (ADL Cobas) per denunciare le condizioni lavorative, mentre per esempio nella città di Bologna ci sono molti studenti universitari che dopo una programma Erasmus o Socrates chiedono informazioni su come restare in Italia con collaborazioni, per cercare lavoro o per studiare. Ma sono tantissime anche le coppie “miste”, composte da un membro italiano e uno non comunitario che, come allo sportello CWB di Padova, chiedono indicazioni su come beneficiare del diritto di soggiorno dopo il matrimonio.

Quali sono le problematiche più frequenti riportate da questi cittadini agli Sportelli CWB?

 

Per molte lavoratrici del settore turistico il problema riguarda le pesanti condizioni di lavoro a fronte di un reddito insufficiente e di diritti pressoché assenti. A questo si aggiunge la difficoltà di procedere all’iscrizione anagrafica per la mancanza di collaborazione dei titolari delle strutture alberghiere dove alloggiano. Diversi sono invece gli ostacoli ai familiari non comunitari di cittadini comunitari, ai quali spetta la carta di soggiorno comunitaria della durata di cinque anni, che le questure tendono però a vincolare a requisiti non previsti dalla Direttiva, come ad esempio l’idoneità abitativa, oppure a non rilasciarla se non viene presentata una richiesta specifica. In generale chi ha un contratto di lavoro precario o a breve termine incontra molte difficoltà ad ottenere il certificato di attestazione di soggiorno perché gli uffici anagrafici richiedono l’esibizione di un contratto di lavoro o l’attestazione di risorse economiche per il mantenimento proprio e dei familiari, cosa di cui oggi sempre meno persone e famiglie possono disporre. Tutto ciò ha come conseguenza anche una restrizione all’assistenza sanitaria, infatti in assenza dell’attestazione di soggiorno il cittadino comunitario deve sostenere i costi delle cure mediche, con la conseguenza che la salute viene trascurata finché le malattie non si acutizzano.

Come intervengono gli help-desk e di quali strumenti di lavoro si servono?

 L’attività fondamentale è innanzitutto quella di informare i cittadini comunitari dei loro diritti e di quelli dei loro familiari, perché le amministrazioni locali e in particolare le questure non hanno strategie di comunicazione efficaci, quindi specialmente sulla condizione giuridica dei familiari dei paesi terzi la disinformazione è davvero vasta.

Un’azione di supporto importante è quella di “accompagnamento” nella relazione con le amministrazioni competenti, in particolare con gli Uffici Stranieri delle questure. Vengono inviate comunicazioni e memorie, ma se serve intervengono anche i legali degli sportelli CWB e spesso gli operatori CWB incontrano i funzionari dei servizi. Agli utenti forniamo anche materiale comunicativo: schede e fonti normative, ma soprattutto la guida prodotta dal progetto Citizens Without Borders in sei lingue, che passa di mano in mano anche nella sala d’attesa.

Come giudica in generale il grado di applicazione della Direttiva 38 in Italia?

 

La situazione non pare mutata dal quadro che abbiamo descritto nello studio Citizens Without Borders, il diritto di soggiorno per i cittadini comunitari e i loro familiari è ancora largamente compromesso. E’ però importante ricordare che molte azioni possono essere intraprese, anche senza troppi sforzi da parte delle amministrazioni: ad esempio le Ambasciate Italiane all’estero non sembrano consapevoli della Direttiva, e forse un’azione di comunicazione interna tra gli enti di stato risolverebbe molte criticità, allo stesso modo la giurisprudenza sulla materia, anche quella della Corte di Giustizia Europea viene molto spesso ignorata dalle istituzioni competenti.

Clicca sulla mappa degli Help-desks in Italia e in Europa

Per aderire alla rete degli sportelli Citizens Without Borders scrivi a

 citizenswithoutborders@meltingpot.org

Twitter per attivisti: istruzioni per una campagna vincente

Abbiamo tradotto e pubblichiamo un interessante manuale per le campagne su Twitter, a cura di DRY Madrid, utile per condividere e diffondere i saperi relativi alla dimensione tecnopolitica delle campagne di movimento sui social network.

A) ALCUNI CONCETTI DI BASE INIZIALI

A1) Fare network per diffondere informazioni:

• I Blog sono serie di siti web dove diversi collettivi raccolgono gli articoli più rilevanti per mostrare ciò che accade nel mondo, come editoriali, opinioni, campagne, dichiarazioni, ecc…

• Una Fanpage Facebook è una “pagina di Facebook “, dove ogni gruppo pubblica le notizie che sembrano rilevanti per loro, collegando al loro blog o altre fonti così come i materiali grafici.

• Un Evento Facebook è una pagina legata alle fanpages in cui una specifica azione viene descritta attraverso i suoi obiettivi, i luoghi, le date e dove è possibile invitare gli amici di Facebook, che crea un effetto virale per motivare la partecipazione.

• Un Pad è uno strumento web ospitato su titanpad.com, piratepad.net, etherpad.org e altri siti. Rende possibile scrivere testi in modo collaborativo, con il controllo delle versioni che vengono via via salvate. INDISPENSABILE per lavorare alle campagne in maniera collettiva.

A2 ) Twitter

• Twitter è uno strumento per gruppi/collettivi/movimenti per pubblicare le proprie notizie aggiornate e per partecipare a campagne massicce di diffusione, attraverso la composizione dei tweets (brevi messaggi con limite di 140 caratteri).

• Un Hashtag o HT è un insieme di parole (in “CamelCase”: no spazi, no segni, solo lettere e numeri) che identificano un dibattito in Twitter, nel nostro caso, una campagna come potrebbe essere #SaveSkouries, #FrackOff, #StopFascism oppure #TwitterIsBlockedInTurkey.

• Un argomento di tendenza o TT è un HT che a un certo punto entra a far parte dei 10 temi più twittati. Questo è il nostro obiettivo durante la campagna, perché quando appare nella lista Top 10, molte più persone avranno l’opportunità di intercettare il flusso di informazioni e si uniranno alla campagna anche se non stanno seguendo i nostri account (profili). Questo evita l’endogamia e cerchi chiusi di informazioni.

• Un messaggio diretto o DM è una sorta di messaggio privato che Twitter permette di inviare ai vostri followers (coloro che vi seguono) e amici.

A3 ) L’algoritmo di Twitter

Twitter utilizza il proprio algoritmo per determinare quando un HT (o frase) diventa TT (Trending Topic). Cambia di volta in volta per adattarsi agli utenti ed evitare l’hackeraggio. Nessuno ne conosce i dettagli, ma possiamo tracciare delle linee-guida a partire da una ricerca empirica comprovata:

• Più account differenti usano l’HT, meglio è.

• Più followers hanno questi account, meglio è.

• Non solo i tweet originali sono presi in considerazione, ma anche i retweet (o RT ).

• I tweet con link e /o immagini sono considerati molto di più.

• Se l’HT è stato ampiamente utilizzato in passato, è più difficile farlo diventare di nuovo TT.

• Non importa che un HT sia stato usato da 2 o 3 account, in 10 o 20 tweets prima del tempo deciso per la campagna, questo non ha alcun impatto nell’algoritmo. Insistiamo sul fatto che ciò che conta è che l’ HT avesse già largo uso, perché poi sarà necessario uno sforzo enorme per farlo diventare TT (anche che ci sono casi in cui ciò si è verificato come ad esempio #Siria, #Putin , ecc).

A4 ) Fonti – Per saperne di più:

Campagne su Twitter: http://bit.ly/XfKrUk [ES]

Manuali per programmare i tweet: con TweetDeck e HootSuitehttp://bit.ly/12erLCw; con FutureTweets http://bit.ly/1l62aF8 [ES]

Strumenti utili per Twitter: http://bit.ly/elkitdelatuitera [ES]

Riferimenti – documentazione e contatti: http://wiki.15m.cc/ [ES]

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B) Prima di iniziare

B1) Fondamentale (5 giorni prima )

• Prendi un testo pronto che descriva gli obiettivi della campagna, il contesto sociale e politico, e le particolari azioni (luogo, data, ora e la natura delle stesse) nel caso in cui ci siano azioni o in caso sia interessante diffonderle

• Ottenere una data pronta o discuterne insieme al lancio della campagna, almeno 4 o 5 giorni prima, se non c’è urgenza.

B2 ) Esigenze (5 giorni prima )

• Scrivere un riassunto della campagna, una o due frasi.

• Avere un BLOG per caricare il testo in un nuovo post.

• Se la campagna è per un’azione nel futuro, creare un Evento su Facebook per caricare il testo e l’azione.

• Ottenere materiali grafici (foto, video, poster) pronti.

• Prendere articoli e linkarli, se possibile correlati a media di supporto e/o altri blog.

• Avere contatti individuali e collettivi nei social media (mail, account Twitter, account Facebook ecc…).

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C) PREPARAZIONE PAD

C1) L’HashTag (4 giorni prima)

1. Il primo passo è creare una bozza di lavoro titanpad e comunicare il suo indirizzo web ai membri del team.

2. Nella seconda fase, i collaboratori devono scrivere una serie di HashTag, e ognuno deve votare quelli preferiti scrivendo: voto favorevole +1 e/o voto negativo -1

esempio:

• #WhateverWeSay +1 +1 +1-1

• #WhateverNO +1 +1

• #STOPWhatever +1 +1 +1

Gli HashTag più efficaci:

• Devono contenere tra le 2 e le 4 PAROLE

• Devono essere COMPRENSIBILI

• Possono essere inseriti all’INTERNO DI UNA FRASE.

È particolarmente sconsigliabile usare HT ‘telegrafici’ che non rispettano le regole grammaticali. Non utilizzare i segni (accenti o altri segni diacritici non sono considerati come segni differenti).

Esempi:

• #TroikaGoHome – Perfetto, sicuramente raggiungerà TT

• #WeWantTheTroikaToGoOutOfOurCountriesRightNow – Lungo come l’inferno, orribile

• #TroikaHome – Telegrafico, orribile

• #MerkelShit – Incomprensibile, orribile

C2 ) i primi tweets (3 giorni prima)

Il gruppo di lavoro può scrivere in rilievo una serie di esempi di tweets, 10-20 (senza bisogno di altri) che dopo potrebbe essere utilizzati da altre persone .

I tweets devono:

• Includere l’HT.

• Essere FOCALIZZATI sulla questione della campagna.

• Alcuni possono essere SLOGAN, altre frasi esplicative.

• Scegliere le frasi-chiave del testo su temi VARI.

• Devono essere tweets che descrivono l’evento o un’azione (luogo, data, ora).

• Tutti i tweet devono includere link a blog, facebook eventi o altre NEWS.

• Alcuni devono rimandare ad IMMAGINI e/o VIDEO.

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D ) IL PAD PER LA CAMPAGNA

D1 ) L’obiettivo principale:

• Questo pad sarà quello che verrà diffuso attraverso i social networks e ha tutti i dettagli necessari per lo svolgimento della campagna. Deve essere diffuso e comunicato via messaggi privati uno o due giorni prima della campagna. Facendolo circolare con due giorni di anticipo, si darà ad altri modo di incrementare ulteriormente i tweets proposti.

• E’ meglio intitolare il pad con il nome della campagna, quindi quello che verrà utilizzato come l’HT; per questo, è sufficiente scrivere nel browser internet titanpad.com/thecampaigns”HT” e sarà creato con quel nome.

D2 ) Formato:

Riportiamo di seguito un esempio di un pad per una campagna Twitter:

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QUESTO E’ UN FOGLIO DI LAVORO SI PREGA DI NON DIFFONDERE nelle reti pubbliche! CONDIVIDERLO IN messaggi privati, email o messaggi diretti (DM)

• Se è la prima volta che partecipate ad una campagna Twitter, leggete questo: http://bit.ly/TwitterParaActivistas [ES]

• Imparare a programmare i tweet con questo semplice tutorial! http://bit.ly/12erLCw [ES]

• Alcuni strumenti utili per Twitter: http://bit.ly/elkitdelatuitera [ES]

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ISTRUZIONI

• Il [DD] esimo [MM] lanciamo l’HashTag # HT a [hh:mm] (non prima!)

• Se avete raggiunto questo documento, siete invitati a partecipare 😉

• Alla fine di questo documento, troverete esempi di tweets per pianificare, o copiare e incollare

DESCRIZIONE

Giorno : [ GG / MM ]

Ora: [ hh : mm ] [ GMT +1 ] ( meglio di un orologio di 24 ore, per le campagne internazionali si prega di indicare il fuso orario)

HT : [#ht]

Proposta da : [Lista dei collettivi che hanno fatto la proposta della campagna]

OBIETTIVO

[L’obiettivo della campagna è il consenso]

MESSAGGIO DIRETTO

Il [data] [ora] lanciamo [#HT] http://titanpad.com/ [HT] per sostenere [qualunque cosa]. Non diffondere questo messaggio attraverso le reti pubbliche, ma fallo in privato. Grazie!

ACCOUNT da diffondere tramite messaggio diretto (DM)

[Lista di accounts da inviare come priorità prima del DM]

ESEMPIO di TWEETS

[Lista di tweet da copiare e incollare e/o calendario]

LINKS

• [Link ai blog, profili Facebook o account Twitter]

• [Link a eventi di Facebook]

• [Link ai manifesti, volantini, manuali]

• [Link a immagini e video]

• [Link ai media correlati]

• [Link per premere notizie o altri supporti]

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D3 ) Diffondere ed informare sulla campagna (almeno un giorno prima)

Questa è la parte più importante della campagna, se le informazioni non vengono inviate correttamente ai collettivi e alle persone chiave, si hanno poche possibilità che la campagna riesca. Non c’è bisogno di inviare un messaggio a tutti i gruppi con cui siete in contatto, ma a quelli chiave che poi possono rimbalzarla ad altri contatti.

• Inviare per e-mail o un messaggio Facebook una sintesi della campagna e il link al Pad

.

• Inviare tramite messaggi diretti a Twitter, Telegram, Line o gruppi WhatsApp il messaggio diretto.

• Inviare anche a tutti i membri del vostro collettivo attraverso gli strumenti di comunicazione interna che si utilizzano.

D4 ) Il Pad dei Pad (almeno un giorno prima)

• Alcuni collettivi che di solito lanciano le campagne di Twitter sono coordinati tra di loro attraverso la creazione di Pad quotidiani in cui tutti i Pads della campagna di quel dato giorno sono inclusi. Questi Pads non sono pubblici di solito perché contengono HashTag che non dovrebbero essere twittati prima dell’ora della campagna, per evitare difficoltà nell’ottenimento del Trending Topic.

• Subito dopo aver avviato l’invio dei messaggi diretti per annunciare la propria campagna, qualcuno si metterà in contatto con voi per invitarvi a partecipare ad alcune di queste reti di Pads)

D5 ) Pianificare la campagna

Ci sono alcuni siti e strumenti per pianificare una o varie campagne in modo che non abbiano a che fare direttamente o in situ davanti al proprio computer. Si può fare anche cinque minuti prima dell’inizio della campagna. In questo documento non stiamo andando molto in profondità, se si vuole imparare a farlo, controllare questo link http://bit.ly/12erLCw (solo in spagnolo) E’ essenziale che in ogni collettivo ci sia una persona che sa come pianificare. Questa persona deve essere informata della campagna.

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E) Risultato

E1 ) Durante la campagna

• Utilizzare strumenti per Twitter come Tweetdeck, Twitterfall o Topsy per seguire e monitorare il risultato della campagna e le statistiche.

• Assicurarsi che i tweets programmati siano stati licenziati.

• Non rispondere ai troll, ma rispondere solo agli account reali che chiedono maggiori dettagli.

• Solo per la Spagna – Seguire account come @ trendinaliaES o @ TrendsmapEspana e ritwittali RT quando notificano il tuo HT – trovare i propri account nel vostro paese.

• Scambiare conversazioni tramite DM con altri account per aggiornare le strategie.

• Essere costanti, non abbiate fretta se vedi che non stai raggiungendo TT.

E2 ) Dopo la campagna

E’ importante fare un’analisi della campagna e di auto-critica, anche documentarla nel proprio Pad. È possibile valutare attraverso questa domanda:

• Si è raggiunti il TT ? Quando? Quanto tempo ci è voluto? Dove (città e paesi)?

• Quali sono gli account Twitter che hanno partecipato e hanno dato il contributo più rilevante?

• Avete raggiunto i follower/seguaci del blog, come anche Facebook oppure le persone che hanno aderito gli eventi?

• Quali tweets sono stati più RT? Per chi? Quali hanno fallito?

• Vi è stata alcuna menzione sui media? E nei media alternativi o di supporto?

 

Traduzione in italiano a cura di Maria Stella Scordo

tratto da ciberactivismosol a cura di peoplewitness

 

Fonte: http://www.dinamopress.it/news/twitter-per-attivisti-istruzioni-per-una-campagna-vincente

Licenza: CC BY-NC-SA

 

Rodari, le startup e il civic hacking: piccolo manuale per cambiare il mondo

“Buongiorno Nicola, mi chiamo Stefano Panichi, sono uno degli organizzatori dell’Associazione Startup Saturday Europe. Ti va di fare un talk ad uno dei nostri appuntamenti mensili? Lo scopo di questi incontri è far incontrare persone che per vari motivi ruotano attorno al mondo dell’innovazione. gli incontri sono aperti e gratuiti. proviamo per l’8 marzo al tag di Pisa nell’ambito del green tech festival?”

Così nasce questo pezzo sull’esperienza condivisa in quel di Pisa. Per questo era giusto ringraziare Stefano e gli amici di Startup Saturday, per il loro coraggio e per l’apertura al dialogo. Onore alle intuizioni.

“Certo, volentieri, grazie per aver pensato a me!” rispondo io, “faremo dei ragionamenti attorno al rapporto tra sostenibilità e startups” prosegue lui. “Ottimo, interessante, se ti va porto una riflessione sul civic hacking, è un pensiero che ho iniziato a condividere pubblicamente con Dario Carrera e gli altri amici di The Hub Roma, dopo averlo fatto in Sardegna” incalzo io. “Molto bene, sarà un piacere approfondire il tema” chiude lui il nostro primo fraseggio.

Vi risparmio le mie riflessioni su Ryanair e la notte pisana (anche se mi toglierei qualche sassolino dalle scarpe rispetto al contesto … sarà per la prossima), perché preferisco raccontarvi quel che ho condiviso dopo il gioioso e caloroso benvenuto che ho ricevuto al tag di Pisa appena sono entrato!

foto finale tag pisa post pitch

Non sono vegano (ma ne gusto la filosofia nei prodotti, come ad esempio Querciabella) ed amo in maniera spasmodica la vita. Così prendo la parola dopo aver ascoltato il sapiente intervento di Carlo Muzzarelli di http://www.werisk.it/ (che peraltro mi ha fatto conoscere i vini Querciabella). Col suo fare quieto e rassicurante da gigante buono, vero globetrotter dell’innovazione, ha spiegato con visioni precise quali possono essere le direzioni per gli startupper nell’ambito dell’arcobaleno della sostenibilità (per chi è veramente curioso ci sono le slide o, meglio, la prossima volta partecipate). Certo è dalle sue parole emerge nitidamente che stiamo trattando di male in peggio il nostro povero mondo, ma il suo ragionamento offre suggerimenti seri e tecnici per costruire vie d’uscita. e farci sopra bei business. insomma veramente tanta roba, grazie Carlo, è stato un piacere prendere appunti.

Facendo Cherry Picking sui concetti che poi ho richiamato nel mio: “quello che facciamo noi condizionerà il loro futuro (ed avremmo voluto che in passato ci avessero pensato). “Auspico mobilità del lavoratore durante la vita lavorativa, il lavoro non può essere un matrimonio vecchio rito, senza divorzio”, “il ritardo italiano è un’opportunità, non una condanna”.

Adesso portate pazienza se non riuscirò ad essere sintetico nel riassumere i concetti che ho condiviso con gli amici toscani (che poi erano anche emiliani, romagnoli, siciliani, lombardi, etc. as always).

OLTRE LA CRISI

Si parla di crisi, è vero che tempi bui verranno, fosse anche per le tante ragioni con cui è stata affrontata la stessa crisi in questo periodo (e per come si sono amministrati i beni comuni almeno negli ultimi 30 anni), però è anche vero che

saranno tempi di sobrietà, di morigeratezza, questo costringerà a fare poche cose, però a fare scelte condivise e, forse, finalmente utili.

Si parla di ambiente, che, come bene collettivo, è infungibile e come tale dovrebbe essere trattato, alla stessa stregua di istruzione e sanità, cosa che attualmente non avviene, l’ambiente infatti non è un mero conto economico.

In un mercato mondializzato, le proprie peculiarità, storia e localizzazione, sono momento qualificante per il mercato stesso. La valorizzazione dei territori e delle loro ricchezze, la messa a sistema dei valori intrinseci esprimibili, la loro proiezione su scala internazionale, rappresentano il filo conduttore da seguire per poter creare sviluppo e farlo decollare nella platea economico commerciale planetaria. Pensare globale, vivere locale e produrre nei luoghi significa generare glocal lifestyle products.

La velocità delle economie cannibalizza vecchie logiche e stanche conduzioni dirigenziali. Oggi la leggerezza, la fluidità e la liquidità, l’adattabilità e la freschezza, multidisciplinarietà, interdisciplinarietà e la multifunzionalità, proprie dei territori, declinate con sapienti razionalità economiche, consentono aperture di mercato fino a ieri incomprensibili. I luoghi devono essere, per ambiti definibili, finestre sul mondo e cinghie di trasmissione bidirezionali. La costante ricerca del nuovo e del diverso su scala globale per la sua applicazione e commercializzazione su scala locale, permette, con ogni evidenza, lo sfruttamento ininterrotto anche del percorso inverso.

La rete è una biosfera. La rete siamo noi. Il web non è una rete di computer, ma di esseri umani che oggi sono collegati. Nel bene e nel male. Qui in italia non mancano né talenti né capitali per decollare, anzi. Serve un fattore fondamentale su cui dobbiamo lavorare, un moltiplicatore naturale: la fiducia, non semplicemente nel futuro, nel credere di potercela fare, ma anche e soprattutto nel condividere le idee, nel lavorare insieme, nel costruire progetti mettendo a fattore comune moltiplicativo competenze, provenienze ed esperienze (cit. Gianluca Dettori).

Quali sono i megatrend, le tendenze di sviluppo macroeconomico globale che impattano su tutto, che ci possono aiutare a costruire una plausibile visione del mondo futuro e della sua evoluzione?

I MEGATREND

Immagino: concentrazioni abitative, gestione intelligente e sostenibile in relazione alle reti energetiche, alla mobilità, agli edifici, efficienza energetica ed emissioni zero, popolazione giovane (indiana, cinese e filippina), europeo il 20% del totale mondiale di popolazione ultraottantenne, interazioni fra individui, macchine ed organizzazioni, integrazione di cloud pubblici e privati (e cloud ad hoc), ambienti di simulazione (difesa, medicina, educazione, mobilità, solo per citarne alcuni), modelli di business basati sulla condivisione di risorse (infrastrutture, macchinari), connettività principalmente wireless, ulteriore sviluppo della banda in termini di ampiezza e disponibilità da cui deriveranno nuove generazioni di applicazioni e servizi, intelligenza artificiale, esigenze sociali di ridurre a zero difetti, tecnologie emergenti (nano materiali, elettronica flessibile, laser, materiali intelligenti), veicoli elettrici a 2 e 4 ruote, nuove infrastrutture e nuove soluzioni tecnologiche, nuove terapie, valore sociale della salute ed del benessere, metodi di prevenzione e di cura, automazione industriale, tecniche di intelligenza artificiale, robot intelligenti, produzione più rapida, efficiente e sostenibile, riuso, seconda e terza vita dei beni, storage, reti multiple, integrate ed intelligenti.

Se questi sono i megatrend, quali sono gli scenari? Il futuro presenta sfide per cibo, acqua, anziani, energia e migranti. Solo i territori, nel fare strategia per il proprio sviluppo, possono prospettare scenari e, attraverso partecipazione, promuovere un percorso di condivisione ed accettazione delle priorità condivise. L’esito degli sforzi deve essere quello di spingere i luoghi ad avere visioni sul futuro, ad identificare le azioni prioritarie da sviluppare, per giungere quasi fino all’identificazione degli elementi costitutivi di possibili piani d’azione.

L’ambizione deve essere quella di motivare le persone a comprendere, nella propria dimensione quotidiana, il ruolo che essi potranno svolgere nel promuovere ed attuare il cambiamento. Siamo abituati a pensare al futuro in modo astratto, come a qualcosa di distante che non dipende da noi. Invece dobbiamo scatenare quelle riflessioni e quei processi che aiutino le comunità a proiettarsi in un futuro concreto. I paesi oramai impropriamente chiamati emergenti saranno il centro dell’economia (e della produzione delle idee), in Europa si dovranno fare i conti con gli slittamenti demografici ed anagrafici.

Avremo un mondo segnato da megalopoli (che consumano più di tutto il resto del mondo ed inquinano in maniera proporzionale al consumo, pur essendo solo il 4% del pianeta) e nanotecnologie, dove il cibo sarà sempre di più un valore prezioso e l’acqua una risorsa scarsa. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di visionarietà, certo coi piedi per terra, ma che non rinunci a veder distante. La grande sfida per le società è la ricerca di modelli di sviluppo che preservino il capitale naturale ed aumentino la qualità della vita degli abitanti del pianeta.

UN CAMBIO DI MENTALITA’

La crisi globale richiede un cambiamento di mentalità. Nel 2050 i consumatori saranno sempre di più produttori. Le persone saranno consapevoli che mangiare costa. Dovrà essere affrontato il permanente depauperamento delle campagne visto che solo il 4% della forza lavoro si dedica ai campi.

L’auspicio è che tutta l’umanità si riconcili con terra madre ed in qualche misura abbia coraggio di capire che oltre un certo limite non è più sostenibile la nostra vita comune di oggi.

I flussi migratori colmeranno lo svuotamento del sud Italia? Saranno le città multietniche a far risollevare il sud? E i mussulmani? Questa futura grande forza lavoro pronta ad affacciarsi nei mercati internazionali?

E’ fondamentale che tutte queste rivoluzioni siano guidate da principi di democrazia e siano tese al benessere delle persone. Quale sarà il ruolo delle vostre aziende in questi scenari? Quanto impiegheremo a comprendere che lo sviluppo economico dei territori è uno degli argini indispensabili per reagire in maniera costruttiva alle situazioni sopra descritte?

AN OPEN MIND FOR AN OPEN SOCIETY

Nel 2014 ci saranno i Mondiali di calcio in Brasile, nel 2015, termine per la realizzazione degli obiettivi della dichiarazione del millennio, ci sarà a milano l’Expò universale dedicato al tema nutrire il pianeta, nel 2016 ci saranno le Olimpiadi in Brasile, il 2017 farà fibrillare il mercato della carta stampata, nel 2018 il 50% degli italiani sarà raggiunto dalla fibra ottica, nel 2019 quale sarà la capitale europea della cultura? Cagliari? I hope so! nel 2020 scadranno gli obiettivi 20-20-20 … e nel mentre sarà già finito il prossimo ciclo di programmazione comunitaria! E noi? Siamo pronti?

Una liturgia che autoalimenta se stessa ci racconta (come nel “ricordati che devi morire” di Troisi) che nulla cambia, invece tutto cambia, perché è lo scorrere naturale delle cose e degli eventi che ce lo insegna tutti i giorni. E la storia ce lo dimostra. Queste sono le basi di un sano e robusto civic hacking (che Wikipedia ci dice essere “one who collaborates with others to create, build, and invent open source solutions using publicly-released data, code and technology to solve challenges relevant to their neighborhood, city, state, or country”).

Ecco, per me l’open source e gli open data sono le persone, sono quell’immenso capitale umano, sociale che è il fiero prodotto della pubblica istruzione italiana (ed anche di quella privata, non facevo il razzista). L’innovazione e la resistenza al cambiamento sono due facce della stessa medaglia. Perché il cambiamento avvenga, occorre scegliere se guidarlo consapevolmente o combatterlo (cit. Carlo Duò).

Non è vero che nulla cambia, tutto cambia perché tutto deve cambiare e siamo noi gli artefici ed i protagonisti del cambiamento. Rompiamo le liturgie e non lasciamo che siano gli altri a decidere per noi. Non aspetto i messia di turno per dirmi quello che va fatto il sardegna né chicchessia che ci dica chi e come diventa classe dirigente, è lo scorrere naturale delle cose a dirlo.

L’esempio di cui sono fiero testimone è Sardegna 2050. Un laboratorio di politiche innovative e territoriali. Il suo scopo è quello di trasformare i processi di innovazione materiale e immateriale in politiche attive che abbiano una ricaduta positiva sul territorio. E’ una rete di persone che hanno deciso di mettersi in gioco in prima persona per avere un ruolo attivo nel futuro di questo paese. E’ quindi un network di esperienze, di intelligenze, di saperi, di competenze, di diversità, che lavora unitariamente e in forma integrata per portare avanti le finalità espresse nel manifesto (www.sardegna2050.it).

Rompete gli schemi, usate tutta la vostra intraprendenza, fate vostri i grandi strumenti che oggi sono a disposizione di tutti in maniera aperta grazie alla rete, agite senza confini perché non ci sono più (né geografici né amministrativi), seguite l’intuito e l’istinto, siate consapevoli delle scelte. E’ mutato il mercato del lavoro, le tipologie contrattuali e gli scenari logistici e commerciali. Ci sono nuovi clienti per nuovi lavori in nuovi scenari. le caselle si mettono in ordine da sole… ma bisogna essere bravi, e voi lo siete!

La storia dell’innovazione ci insegna che sempre e solo le persone ed il loro talento hanno cambiato la vita a milioni di anime: nel 3000 a.C. hanno inventato il denaro, nel 2700 a.C.: l’abaco, nel 1772 a.C. diritto commerciale, nel 100 a.C. l’azione, nel 27 a.C. interesse, nel 960 moneta cartacea, nel 1129 le banche, nel 1494 la contabilità in partita doppia, nel 1714 la macchina da scrivere, nel 1823 il telegrafo, nel 1887 la carta di credito, nel 1938 la macchina fotocopiatrice, nel 1972 l’e-commerce, nel 1973 il cellulare, nel 1981 IBM lancia i PC … e poi a metà anni novanta dilaga internet e la posta elettronica ed il mondo non sarà più come prima. Internet! la più grande rivoluzione dopo il fuoco e la ruota! C’è un prima e dopo con distanze geologiche.

Gli ecosistemi dove poter fare hackeraggio civile sono giovani, sono ambienti dove si creano le condizioni abilitanti per la crescita competitiva e la trasformazione economica di un determinato contesto produttivo economico e sociale. Questo crea condizioni favorevoli alla creazione d’impresa, allo sviluppo di nuove idee, alla circolazione della conoscenza, alla creazione di valore, alla valorizzazione delle competenze ed alla creazione di nuove competenze. in questo dobbiamo investire, semplificando regole e predisponendo strumenti per rendere i territori attraenti e innovativi.

Gli ecosistemi dell’innovazione sono piccoli Cern economico sociali che, attivando gli attori del territorio e collegandoli agli altri, generano quel flusso di conoscenze e coscienza che genera idee, che diventano prodotti di nuove imprese e nuovi processi per le politiche pubbliche. E’ quindi guardando alla produzione economico culturale degli ecosistemi che si scoprono le linee di tendenza, è li che i consumatori ed i produttori generano i nuovi prodotti per i nuovi cittadini dei nuovi mercati, è li che si creano imprese, è li che si creano quindi posti di lavoro, è li che si studiano i nuovi materiali, nuovi codici, nuove linee di tendenza. In Sardegna, come altrove, oltre a Cagliari (o Pisa) ci sono tanti altri ecosistemi dell’innovazione, da scoprire, da mettere in rete, non mancano i talenti né le idee, non mancano intelligenze né competenze, non mancano neanche i soldi, serve fiducia in se stessi e negli altri, dove c’è fiducia sociale possono nascere e crescere nuovi talenti e nuovi ecosistemi.

Oggi come ieri l’innovazione è un fenomeno cooperativo, è funzione della qualità dell’interazione tra innovatori, i territorio ed i vari ecosistemi. Non contano le mura, conta il cuore. Nn ecosistema è come una distilleria, non si creano a tavolino. L’innovazione è quel momento in cui le idee diventano imprese. Questa è economia reale. Ci servono imprese di successo che impattino nella realtà.

Civic hacking è quel sano fermento che smuove le coscienze, è cura del dettaglio, è digitalizzazione dei processi, è democratizzazione della rete, è l’intelligenza che mettiamo nei soldi che fa la differenza (cit. Dettori).

Coraggio, facciamolo. Cambierà il mondo. La vera rivoluzione è sulla conoscenza e sulle classi creative, è sulla capacità di apprendimento delle comunità dai dati che essa stessa produce, è nel cloud people, è nel 4D e nel 5D, è nei new ways of living and working. La cultura dell’abbondanza e del petrolio sono finite, non hanno futuro. Nelle città di domani i bambini faranno cose che oggi non conosciamo, studieranno cose che non sappiamo. organizziamoci.

Ecco. Tutto qui. Scusate lo sfogo, ma è questo quel che ho in cuore.

Ci siamo poi goduti a margine del mio intervento una divertente pitching session, tutta incentrata sul food waste reduction, 3 team che in maniera logica benché acerba ce la stanno mettendo tutta per rendere di mercato i concetti di food sharing, di spesa sostenibile e di azzeramento degli sprechi. Bravi ragazzi! tutti giovanissimi, tutti italiani, varie provenienze, tutti fieri prodotti della pubblica istruzione italiana. Forza ragazzi, procedete, studiate, scrivete e scaricate a terra il vostro prodotto!

Li ho salutati tutti con una poesia di Rodari sul futuro, qui lo faccio con un’altra (“Storia universale” è il titolo), rubata dal libro che mia figlia custodisce gelosamente sul comodino:

In principio la terra
era tutta sbagliata,
renderla più abitabile
fu una bella faticata.

Per passare i fiumi
non c’erano i ponti.
Non c’erano sentieri
per salire sui monti.

Ti volevi sedere?
Neanche l’ombra di un panchetto.
Cascavi dal sonno?
Non esisteva il letto.

Per fare una partita
non c’erano palloni;
mancava la pentola e il fuoco
per cuocere i maccheroni.

C’erano solo gli uomini
con due braccia per lavorare,
e agli errori più grossi
si poté rimediare.

Da correggere però,
ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le mani:
c’è lavoro per tutti quanti!

Ho imparato, ho ascoltato, ho vissuto, sono cresciuto, ho conosciuto nuove persone in gamba. Il resto è noia. Ce la possiamo fare. Ci sto riuscendo io che sono partito dal codice delle pandette.

lo dico a voi ma, per piacere, ditelo a tutti: Avanti tutta!
Un sorriso,

Cagliari, 21 marzo 2014
Nicola Pirina

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Fonte: http://www.chefuturo.it/2014/03/rodari-le-startup-e-il-civic-hacking-ecco-un-piccolo-manuale-per-cambiare-il-mondo/

Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/