Bologna: Invito stampa L’Altra Emilia-Romanga presenta la sua Lista

10417578_644699212309538_3596309512117557276_n

INVITO STAMPA L’ALTRA EMILIA – ROMAGNA PRESENTA LA SUA LISTA PER LE ELEZIONI REGIONALI

La lista civica che nasce dall’esperienza L’Altra Europa con Tsipras che alle scorse elezioni europee è riuscita ad eleggere tre parlamentari per Bruxelles ha pronta la sua squadra per competere alle prossime regionali da una prospettiva di sinistra che si oppone al neoliberismo in salsa renziana.

Per illustrare il progetto, presentare i candidati di tutta la regione e spiegare il programma si terrà una CONFERENZA STAMPA VENERDì 3 OTTOBRE, ORE 15 CENTRO COSTA VIA AZZO GARDINO 44, BOLOGNA

All’incontro con la stampa prenderanno parte:
– Cristina Quintavalla candidata a Presidente della Regione Emilia – Romagna
– Piergiovanni Alleva capolista a Bologna e Reggio Emilia Adelmo Cervi scrittore reggiano figlio di uno dei sette fratelli trucidati dai fascisti Inoltre saranno presenti tutti i candidati regionali per rispondere alle domande dei giornalisti
Alla fine dell’incontro è previsto un rinfresco.
La Vostra presenza sarà graditissima.

Per ulteriori informazioni: Ufficio stampa L’Altra Emilia – Romagna Valeria Tancredi Mob. 3385981569 valeriatancredi@gmail.com

Esposto per le vicende relative al terremoto emiliano del maggio 2012 e all’evento sismico del 20 giugno 2014

Esposto presentato alla procura della Repubblica di Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Mantova e Rovigo per far luce sul terremoto di maggio 2012, sull’evento sismico dello scorso 20 giugno e soprattutto sulle vicende relative al rapporto Ichese e al rapporto finale sulle sperimentazioni a Cavone.

Cofirmatari insieme al Dottor Luigi Gasperini sono i comitato FerrAriaSalute di Malborghetto di Ferrara, associazione Amici della Terra di Ferrara, comitato spontaneo No Triv a Fe di Ferrara, gruppo spontaneo No Triv Cento di Cento, associazione Riprendiamoci il Pianeta di Sassuolo di Modena, comitato cittadini “Sisma.12”, “Cento in Movimento”, Partito Pirata Italiano di Ferrara, gruppo Amici di Beppe Grillo – Meetup “5 Stelle per Cento e frazioni” e gruppo spontaneo S.Agostino

<—>

Procura della Repubblica

presso il Tribunale Ordinario di Ferrara

Via Mentessi, 9 44100 Ferrara

 

Oggetto: esposto per vicende relative al terremoto emiliano del maggio 2012 e all’evento sismico del 20 giugno 2014, ad integrazione esposto precedente consegnato il 13 giugno 2014

 

I Comitati, le Associazioni e i cittadini sottoscritti espongono quanto segue:

il presente atto ha quale scopo di porre all’attenzione di questo Ecc.mo Procuratore della Repubblica accadimenti che si inseriscono nella tragica vicenda del terremoto emiliano di Maggio 2012, evento da sempre ritenuto come calamità naturale, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti, nonché venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale rilevanza di specifici fatti dedotti.

Il presente atto è da considerarsi integrativo al precedente di cui all’oggetto (All. 1: pagina frontespizio), in quanto aggiunge alcuni nuovi elementi anche tecnici all’esposto precedente ed affronta anche problematiche relative ad accadimenti successivi.

 

Premesso che:

 

  • le domande e i dubbi, nonché le preoccupazioni e le ansie di molti cittadini colpiti dal sisma del maggio e del giugno 2012, riguardanti la possibile correlazione tra attività antropiche e terremoti, sono fortemente aumentate dopo il recente evento sismico del 20 giugno 2014, fra l’altro avvenuto con ipocentro ad una profondità di 3, 5 Km a poco più di una decina di Km dalla zona del pozzo di reiniezione Cavone 014, profondo 3,4 km ed oggetto di recentissime prove di iniezione liquidi in forte pressione;
  • la Commissione Ichese, istituita con decreto n. 5930 dell’ 11/12/2012 “Decreto di costituzione di una Commissione Tecnico-Scientifica per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento dell’attività sismica nell’area emiliano-romagnola colpita dal sisma del 2012”, ha consegnato alla Regione-Emilia Romagna il proprio rapporto in data 17/02/2014, rapporto che non escludeva responsabilità a carico dell’attività dell’impianto del Cavone nell’”innesco” dell’evento sismico del 20 maggio 2012 (All. 2: pagina 195 del rapporto Ichese), senza assolvere nel complesso in maniera completa e certa altri impianti invasivi del sottosuolo profondo, come il campo geotermico di Casaglia (Ferrara) e le altre 2 concessioni di sfruttamento per idrocarburi, di Spilamberto e di Recovato, e il giacimento di stoccaggio di gas naturale di Minerbio;

 

  • molti cittadini che hanno vissuto sulla loro pelle la paura e le ansie del terremoto non hanno capito come mai le Autorità competenti (Regione Emilia Romagna , Ministero dello Sviluppo Economico e i Comuni, d’ora in poi chiamate solo “Autorità competenti”), invece di sospendere immediatamente le attività antropiche invasive del sottosuolo profondo presso l’impianto del Cavone (impianto indiziato di aver “innescato” il grande terremoto del 20 maggio 2012), e invece di fare controlli autonomi, immediati e senza preavviso presso l’impianto del Cavone della ditta Padana Energie-Gas Plus, hanno deciso solamente di effettuare uno studio a posteriori, completamente concordato nei dettagli tra soggetti controllori (Regione Emilia Romagna e Ministero dello Sviluppo Economico) e soggetto controllato (Padana Energie-Gas Plus) come da Protocollo Operativo del 17/04/14 (All. 3), siglato congiuntamente dai 3 suddetti soggetti;

 

 

 

  • molti cittadini colpiti dal sisma del maggio e del giugno 2012 nonché ulteriormente preoccupati dall’evento sismico di 2,8 di magnitudo del 20 giugno 2014, avvenuto a poco più di una decina di Km dal medesimo impianto del Cavone, alla profondità di 3,5 Km e cioè praticamente alla medesima profondità del pozzo Cavone 014, dove nei giorni precedenti erano state effettuate prove di reiniezione, non hanno capito come mai le Autorità competenti non abbiano preso provvedimenti atti almeno a sospendere immediatamente le attività antropiche invasive del sottosuolo profondo presso l’impianto del Cavone;

 

 

  • alcuni cittadini preoccupatissimi dopo il recente episodio sismico delle ore italiane 00.43 del 20 giugno 2014 si sono rivolti nella mattinata ad organi di informazione locale come ad es. Sul Panaro.net del 20/06/14:

“E se smettessimo con quegli esperimenti al Cavone? Non è possibile collegare la scossa di ieri notte a questi”esperimenti” ma nel dubbio…..noi ci saremmo anche rotti un po’ le scatole. Attendo risposte. Grazie”. E’ solo uno dei post che a partire questa notte affollano le bacheche Facebook di sindaci e amministratori. Perchè mentre il boato del terremoto si espandeva per tutta la Bassa e la terra tremava tantissimi hanno pensato che proprio nell’area del cratere da giorni sono in corso esperimenti. Si tratta della sperimentazione prescritta dal Rapporto Ichese che indaga le cause del sisma 2012.

“Qui c’è in ballo la nostra sicurezza. Gli esperimenti al Cavone sono documentati e certi, non frutto di un giornalismo da scoop, dateci risposte”, si legge ancora on line.

Il terremoto ha fatto paura, in tanti sono stati svegliati nella notte, e c’è anche chi ha dormito in macchina dopo aver aspettato in strada che la situazione si calmasse. Quel che accade al Cavone c’entra o no? 

Una domanda “di pancia” che la gente della Bassa pone con forza.

Noi di Sulpanaro.net su questo abbiamo chiesto una nota ufficiale in Regione, e all’ufficio stampa dell’azienda che sta operando al Cavone. Li abbiamo contattati e aspettiamo risposte che prontamente vi riferiremo.”;

 

  • una risposta ufficiale è stata pubblicata solo in tarda serata sul sito internet del Laboratorio Cavone con un comunicato datato 20/06/14 (All. 4), ancora una volta siglato congiuntamente dai 2 Soggetti Controllori e dal Soggetto Controllato, che non ha fugato i dubbi e le preoccupazioni della popolazione in merito all’eventuale correlazione tra l’evento sismico delle 00.43 con le sperimentazioni del Laboratorio Sperimentale del Cavone dei giorni precedenti;

 

  • anche i rapporti congiunti successivi del 27/06/14 (All. 5), del 07/07/14 (All. 6) e soprattutto del 16/07/14 (All. 7) con i relativi allegati non hanno fugato i dubbi e le preoccupazioni della popolazione in merito all’eventuale correlazione tra l’evento sismico del 20 maggio 2012 e l’attività pregressa dell’impianto del Cavone e tra l’evento sismico delle 00.43 ora italiana del 20 giugno 2014 e le sperimentazioni del Laboratorio Sperimentale del Cavone dei giorni precedenti, in quanto redatti e siglati sempre dai 2 Soggetti Controllori e dal Soggetto Controllato, senza alcun criterio di trasparenza nel nominare gli esperti stranieri che hanno redatto lo studio finale, allegato al succitato rapporto del 16/07/14, e senza neanche ascoltare e prendere in considerazione cittadini, Comitati ed esperti di fiducia di cittadini e di Comitati;
  • gli abitanti di Pontegradella-Focomorto (FE) si sono fortemente preoccupati per un progetto di 3 nuovi pozzi geotermici, presentato e poi ritirato dalla Multiutility Hera;

 

 

  • successivamente gli abitanti di Malborghetto (FE) si sono fortemente allarmati in quanto un analogo progetto è stato annunciato dalla Multiutility Hera nel territorio di Malborghetto nell’area attualmente occupata da un inceneritore dismesso di vecchia generazione di rifiuti solidi urbani ad anche di rifiuti speciali ospedalieri, un sito non ancora caratterizzato e potenzialmente da bonificare;

 

  • il 19 luglio 2014 è scaduta la concessione trentennale di coltivazione dei pozzi geotermici di Casaglia 001, 002 e 003 (di Casaglia di Ferrara), la cui acqua geotermica profonda fornisce un parziale contributo al Teleriscaldamento di Ferrara gestito dalla Multiutility Hera, alimentato per la maggior parte, soprattutto d’inverno, quando serve di più l’acqua calda, dal calore prodotto da vari bruciatori-caldaie a gas gestiti da Hera e dal calore prodotto dall’inceneritore per rifiuti solidi urbani e per rifiuti speciali, gestito sempre da Hera;

 

 

  • il 24 giugno 2014 sono state fatte, ai sensi del Dlgs 195/05 e della L 241/90, 4 richieste di accesso alle informazioni ambientali alle Autorità competenti in merito alla Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale prevista obbligatoriamente per il rinnovo di suddetta concessione, scaduta il 19 luglio 2014 (All. 8, 9, 10 e 11), alle quali non è ancora stata data alcuna riposta, pur essendo già trascorsi 30 giorni dalla data di suddette richieste

 

Preso atto che:

 

  • il rapporto Ichese a pag. 190 (All. 12: pagina 190 del rapporto Ichese) dice: “- Ricerche recenti sulla diffusione dello sforzo suggeriscono che la faglia attivata potrebbe trovarsi anche a qualche decina di kilometri di distanza e a qualche kilometro più in profondità del punto di iniezione o estrazione, e che l’attivazione possa avvenire anche diversi anni dopo l’inizio dell’attività antropica;
  • dal rapporto congiunto (Controllori e Controllati) del 16 giugno 2014 del Laboratorio Cavone (All. 13) risulta che il 16 giugno 2014 sono concluse le attività di campo volte alla raccolta dei dati, cosicché gli eventi sismici successivi del 18 giugno e quello ben più intenso succitato del 20 giugno 2014, avvenuto fra l’altro con ipocentro alla medesima profondità (solo 100 metri di differenza) di quella del pozzo del Cavone 014, potrebbero non far parte del periodo temporale della raccolta dati;
  • in suddetto rapporto congiunto del 16 giugno 2014 (All. 13) non è scritto in maniera esplicita che, oltre alla raccolta dati, sono concluse anche le attività di estrazione/iniezione dell’impianto del Cavone;

 

 

  • nel successivo rapporto congiunto (Controllori e controllati) del 20 giugno 2014 del Laboratorio Cavone (All. 4) non è scritto in maniera esplicita con affermazione motivata che non è stata riscontrata correlazione tra l’evento sismico del 20 giugno 2014 e le attività sperimentali del Laboratorio Cavone;

 

  • il Rapporto ICHESE non ha assolto completamente ed in maniera certa il campo geotermico di Casaglia di Ferrara in merito ad un’eventuale induzione e innesco del terremoto del 20 maggio 2012, in quanto a fine di pag. 194 e ad inizio di pag. 195 (All. 14) tutte le affermazioni sono scritte con espressioni dubitative, evidenziate in neretto per comodità:

“…. La possibilità che l’attività sismica sia stata in qualche modo provocata dall’impianto

geotermico risulta estremamente improbabile almeno per 3 motivi:

1)la differenza di temperatura tra iniezione ed estrazione è di 30° e la subsidenza

osservata non sembra essere influenzata dal campo geotermico essendo confrontabile con

quella regionale della Pianura Padana, ( < 2,5 mm/anno).

2) l’impianto funziona con un bilanciamento di volume in campo lontano, cioè il volume

è bilanciato complessivamente, ma può non esserlo solo in vicinanza del punto di iniezione;

3)l’attività sismica registrata in casi di questo tipo è generalmente localizzata in

prossimità della sezione del pozzo di iniezione. Questo non sembra essere il caso di Ferrara

dove la sismicità è stata minima.

In conclusione, è molto improbabile che le operazioni effettuate nel campo geotermico di

Casaglia possano avere influenzato l’attività sismica del 2012.”

 

  • mancano molteplici dati essenziali per stabilire con più chiarezza eventualmente quando e come e soprattutto se il giacimento del Cavone possa davvero aver giocato un ruolo di Trigger-innesco, o influenzato in qualche modo l’evolversi della sequenza sismica, oltre che del sisma del 20 Maggio del 2012, anche dell’evento sismico succitato del 20 giugno 2014.

 

 

  • Considerato che alcuni dati importanti per fare chiarezza sull’eventuale innesco del sisma del 20 maggio 2012 e del 20 giugno 2014 potrebbero essere raccolti solo con l’intervento della Magistratura la quale garantirebbe imparzialità delle indagini da svolgere;

 

le Associazioni e i Comitati sopra citati chiedono che venga fatta piena luce:

 

  • sul perché la Regione Emilia Romagna abbia reso pubblico il Rapporto Ichese due mesi dopo esserne venuta in possesso e non abbia preso immediatamente provvedimenti di sospensione delle attività invasive in corso nel sottosuolo profondo, sia nell’ambito dello sfruttamento degli idrocarburi, sia nell’ambito dello sfruttamento delle acque geologiche profonde ed in maniera particolare provvedimenti di sospensione dell’attività invasiva di sfruttamento degli idrocarburi dell’impianto del Cavone, maggiormente indiziata di aver “innescato” gli eventi sismici del maggio 2012 secondo suddetto Rapporto Ichese;

 

  • sul fatto che la mancata applicazione del Principio di Precauzione possa aver causato e/o possa causare in futuro eventuali danni all’Ambiente, alle cose ed alle persone, compresi danni alla salute anche di tipo esistenziale;

 

  • sulla eventuale correlazione tra l’evento sismico citato in premessa, delle ore italiane 00.43 del 20 giugno 2014, con le attività sperimentali del Laboratorio Cavone

 

  • sul tardivo e non esaudiente comunicato ufficiale congiunto (Controllori-Controllati) del 20/06/14 da parte delle Autorità competenti in merito a suddetta eventuale correlazione e se ciò possa aver aggravato eventuali patologie, di tipo depressivo in particolare, correlate ad eventi sismici anche lievi e anche la sfiducia di molti cittadini nei riguardi delle Autorità competenti;

 

  • sulle modalità di elaborazione dei successivi comunicati ufficiali congiunti (Controllori-Controllati) del 27/06/14 (All. 5), del 07/07/14 (All. 6) e soprattutto del 16/07/14 (All. 7) con i relativi allegati e su eventuali conflitti di interesse a carico di alcuni degli esperti stranieri incaricati dello studio finale allegato al rapporto del 16/07/14 e nominati con criteri non trasparenti;

 

  • sulla commistione nelle attività congiunte e nelle comunicazioni congiunte ufficiali tra i Soggetti Controllori (Regione Emilia Romagna e MISE) e il Soggetto Controllato (Padana Energie -GasPlus), la cui attività precedente non era stata esclusa dal Rapporto ICHESE dal poter aver innescato il grave evento sismico del 20 maggio 2012

 

  • sul fatto che le uniche verifiche all’impianto del Cavone, successive al rapporto ICHESE, siano state eseguite tramite il Laboratorio Sperimentale Cavone, costituito da Soggetti Controllori e Soggetto Controllato sulla base del succitato protocollo operativo del 17/04/14 (All. 3), firmato congiuntamente dagli stessi;

 

  • sulla regolarità dell’autorizzazione allo scarico idrico in acque geologiche profonde e dei successivi rinnovi nel pozzo Cavone 014, nonostante che le norme tecniche dell’allegato 5 della DELIBERAZIONE 4/2/1977 DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL’INQUINAMENTO, dessero parecchie restrizioni in merito e che in particolare al punto 3.1 permettessero suddetto scarico solo in formazioni geologiche situate in zone tettonicamente e sismicamente favorevoli;

 

  • sul fatto che l’eventuale inosservanza di suddette norme tecniche possa aver causato (o possa causare in futuro) eventuali danni all’Ambiente ed alle persone;

 

  • sulla recrudescenza delle sequenze sismiche, a partire dal 18/06/2014, anomala in quanto avvenuta dopo un periodo di graduale ma continuo decrescere degli eventi sismici, sia in frequenza, sia in intensità, come risulta dall’elenco numerato sottostante:
  • dal 01/10/2013 al 31/12/2013 dalla banca dati ISIDE dell’INGV (All. 15) in 3 mesi risultano solo 8 eventi sismici nel raggio di 20 km dal comune di San Possidonio, al cui interno è ubicato il pozzo Cavone 014
  • dal 01/01/2014 al 17/04/2014, giorno di inizio della sperimentazione del Laboratorio Cavone, dalla banca dati ISIDE dell’INGV (All. 16) in 3 mesi e 17 giorni risultano solo 4 eventi sismici nel raggio di 20 km dal comune di San Possidonio, al cui interno è ubicato il pozzo Cavone 014
  • dal 18/06/2014 al 06/07/2014 dalla tabella allegata (All. 17), pubblicata sul sito internet del Laboratorio Sperimentale Cavone in soli 19 giorni risultano ben 10 eventi sismici sempre nel raggio di 20 km dal comune di San Possidonio, al cui interno è ubicato il pozzo Cavone 014, di cui uno di ben 2,8 di magnitudo avvenuto il 20/06/2014 a poco di più di una decina di Km dal pozzo Cavone 014 e con un ipocentro a soli 3,5 Km, a soli 100 m di differenza rispetto alla profondità del pozzo Cavone 014
  • per trovare l’ultimo evento sismico superiore a 2,8 di magnitudo (cioè a quello avvenuto il 20/06/2014) bisogna tornare indietro fino a oltre 1 anno fa, al 30/05/2013 (2,9) (All. 18) e per trovarne uno di poco inferiore a 2,8 di magnitudo bisogna tornare indietro fino a oltre 6 mesi fa, al 09/12/2013 (2,7) (All. 18).

 

 

  • sul fatto se vi sia a tutt’oggi la continuazione dell’attività relativa alla concessione di coltivazione dei pozzi geotermici Casaglia 001, 002 e 003, ubicati a Casaglia di Ferrara, la cui concessione trentennale è scaduta il 19 luglio 2014 e sulla quale non risulta esservi un esito positivo della Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, come previsto dal Dlgs 11 febbraio 2010, n. 22;
  • sul fatto se siano stati adottati, dal Sindaco di Ferrara in qualità di Ufficiale di Autorità Sanitaria Locale e/o Ufficiale di Governo, specifici provvedimenti affinché l’attività di concessione di coltivazione dei 3 suddetti pozzi geotermici non potesse continuare ad essere esercitata dal 20 luglio 2014 in poi senza un esito positivo della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale;

 

  • sul fatto che l’eventuale inosservanza del Dlgs 11 febbraio 2010, n. 22 possa causare in futuro eventuali danni all’Ambiente, alle cose ed alle persone.

 

 

I suddetti Comitati, Associazioni e cittadini firmatari del presente esposto, delegano alla consegna della documentazione originale presso la procura indicata :

 

– Nome  Luigi

– Cognome Gasparini

– Nato  a Ficarolo (RO)   il 16/01/1950

Rimanendo in ogni caso a disposizione per eventuali/ulteriori chiarimenti in merito, si porgono distinti saluti.

Ferrara 23/07/14

 

Allegati:

Allegato 02

Allegato 03

Allegato 04

Allegato 05

Allegato 06

Allegato 07

Allegato 08

Allegato 09

Allegato 10

Allegato 11

Allegato 12

Allegato 13

Allegato 14

Allegato 15

Allegato 16

Allegato 17

Allegato 18

 

‘Borderline’ festival di etichette e produzioni indipendenti 5-6-7 Settembre 2014

borderline

‘Borderline’ è un festival di etichette e produzioni indipendenti nato il 22 giugno 2013 in occasione della prima diretta ufficiale di Radio Strike, radio web con sede a Ferrara, nata dalla comune esigenza di diffondere, condividere e far circolare saperi, idee, immaginari.

L’esperienza di Radio Strike ha dato il via a una serie di riflessioni che ci hanno portato a chiederci se esista, o meglio se si possa ancora parlare di musica Indipendente, e in senso più generale, di cultura Indipendente.

 

‘BORDERLINE’: COME E PERCHÉ

L’esigenza di organizzare e promuovere ‘Borderline’ nasce dall’idea di sostenere il percorso delle etichette indipendenti che cercano di discostarsi dalla logica di chi strumentalizza la musica, snaturandone il potenziale comunicativo e riducendola spesso a mera merce di scambio.

Riteniamo pertanto che il percorso delle realtà indipendenti vada condiviso, incoraggiato e supportato, e che ogni espressione artistica pensata come indipendente costituisca una forma di resistenza attiva alla logica del controllo culturale ed economico su creatività e immaginario, individuale o collettivo che sia.

Quest’anno, dopo aver aderito alla campagna nazionale #NOSIAE del 12 aprile scorso, promossa su territorio nazionale da Andrea Caovini, abbiamo deciso di costruire un festival di tre giorni, un festival che non sia semplice contenitore, ma momento di incontro tra realtà diverse e laboratorio di nuove pratiche per mettere in discussione l’attuale concezione del diritto d’autore e promuovere la diffusione e il libero accesso alla cultura.

La seconda edizione di Borderline si terrà il 5-6-7 settembre nella suggestiva location della Casa del Popolo di Ponticelli, tra Ferrara e Bologna. Il programma del festival prevede aree espositive per le etichette e l’editoria indipendenti, momenti seminariali e di dibattito e naturalmente performance e concerti dal vivo.

Crediamo che oggi sperimentazione e produzione culturale debbano necessariamente partire dal basso, nel modo più libero e autonomo possibile; per questo motivo abbiamo deciso di finanziare il festival attraverso il crowdfounding.

 

Sostieni il progetto

border_crowd

Se credi come noi nell’importanza di muoversi ‘Borderline’ e vuoi contribuire al nostro progetto puoi contribuire alla nostra sottoscrizione su Produzioni dal Basso a questo indirizzo 🙂

 

Per ulteriori informazioni scrivi a radio@radiostrike.org

 

BANDO “ banCO #1: Coworking @Wunderkammer” postazioni di lavoro e servizi di supporto

“banCO #1: Coworking @Wunderkammer” è un bando che ha come obiettivo l’attivazione, presso Palazzo Savonuzzi a Ferrara, di un’esperienza di coworking e incubazione d’impresa, attraverso l’assegnazione gratuita per 6 mesi di 5 postazioni di lavoro (su un totale di 10 disponibili) e di una vasta gamma di servizi di supporto integrati che includono sviluppo del business e opportunità di networking.

Sarà possibile partecipare a “banCO #1” dal 15 aprile al 20 maggio 2014, scaricando il testo del bando e la modulistica sul sito www.consorziowunderkammer.org.

Scarica il comunicato stampa
Scarica la cartolina

Verranno premiate 5 idee progettuali appartenenti ad una delle seguenti categorie:
– sviluppo e innovazione sociale,
– smart communities,
– creative and tech jobs.

Possono partecipare al bando “banCO#1” i seguenti soggetti:
start up innovative; micro e piccole imprese; singoli freelance, professionisti e creativi; raggruppamenti informali; studenti e ricercatori; organizzazioni no-profit.
I risultati del bando saranno online a partire dal 24 maggio 2014.

Associazione di Promozione Sociale Basso Profilo
c.f. 93073380383; p.iva 01769380385
sede legale: Via Quartieri, 8 – 44121 Ferrara
www.bassoprofilo.org

Fonte: http://www.informagiovani.fe.it/4367/bando-banco-1-coworking-wunderkammer

Ninux, la rete wireless e la community: 28 marzo 2014 Bologna

Talk di Sera: ninux, la rete wireless e la community: 28 marzo 2014

ERLUG vi invita ad un nuovo talk di sera, sugli aspetti tecnici e sociali della rete wireless ad-hoc ninux.
Venerdì 28 marzo 2014, in via dello Scalo 21 (sala consiliare quartiere Porto) a Bologna dalle ore 20.30.
Tutti i dettagli in questo thread.
L’evento è inserito nel ciclo dei warm up per l’hackmeeting 2014.

Fonte: http://www.erlug.linux.it/notizie/talk-di-sera-ninux-la-rete-wireless-e-la-community-28-marzo-2014

Hera nasconde la verità ai ferraresi #Ferrara #geotermia #termovalorizzatore

indexL’azienda dal bilancio sociale patinato (e costoso), dalle sbandierate ricadute economiche ed occupazionali nei territori in cui opera, dalla presunta trasparenza, perde ogni residua credibilità sociale, quando nega informazioni e documenti richiesti nell’interesse dei cittadini con accesso agli atti (allegato), da parte di un consigliere comunale di opposizione. Hera ha impiegato 35 giorni per scrivere in  stile “azzeccagarburgli” una lettera (allegata), firmata dal direttore del teleriscaldamento Fausto Ferraresi, che nega informazioni da me richieste il 28 gennaio, in merito ai pozzi di Casaglia, dai quali estrae parte del calore necessario per alimentare il TLR a servizio di decine di migliaia di appartamenti.

Pur partecipando, tramite Ferraresi, a costosi convegni in Italia e nel globo, per raccontare la finta geotermia e il raddoppio del TLR, basato sull’apporto fondamentale del cancro valorizzatore di Cassana, Hera, quando deve rendere conto ai cittadini/soci, fornendo dati ed informazioni, diventa opaca, si chiude nel linguaggio burocratico antitetico alla trasparenza, nega elementari risposte a chi è stato eletto per richiederle. In altri termini prende a pesci in faccia coloro (tutti noi) che garantiscono ai soci privati utili e dividendi, pagando salatissime e monopolistiche bollette per i servizi rifiuti e acqua. E’ evidente a tutti che l’interesse dei cittadini ad avere quelle informazioni è gigantesco.

E’ pure gravissimo che il presidente del Consiglio Colaiacovo, coinvolto fin dall’inizio in questa richiesta, abbia svolto un ruolo supino da passacarte, sottraendosi al dovere di difendere il mandato che la legge attribuisce al consigliere e che lui è tenuto a garantire quando viene calpestato, soprattutto se da una azienda partecipata a maggioranza pubblica. Non ci stupisce, e l’abbiamo spesso denunciato, la subalternità di Colaiacovo (da Ppf mai eletto), dimostrata anche nei giorni scorsi, con il silenzio sulle concessioni del sindaco, in materia di banchetti elettorali, ad un cittadino digiunante, cui va il nostro apprezzamento per la battaglia condotta. Quel silenzio assordante è insopportabile perché le stesse richieste erano state avanzate più volte, senza alcun risultato, da consiglieri comunali in conferenza dei capigruppo e pubblicamente. L’episodio segnala la scarsa considerazione che il sindaco ha dell’istituzione (se è vero che reagisce a un cittadino digiunante, ma non a consiglieri eletti dal popolo), ma soprattutto dimostra l’asservimento del garante di quella istituzione (Colaiacovo), che dovrebbe difenderla anche in contrasto con il sindaco.

Ma torniamo a Hera. I quesiti posti erano chiari, elementari, avanzati all’azienda tramite Colaiacovo:

  • a) durata della concessione per l’utilizzo da parte di Hera del calore dell’acqua dei pozzi;
  • b) durata della concessione per la coltivazione dei pozzi da parte del proprietario (gruppo Eni);
  • c) corrispettivo pagato da Hera per l’utilizzo del calore dell’acqua geotermica;
  • d) ogni altra informazione o documento atti ad inquadrare i rapporti tra Comune/Hera/Eni nella gestione dei pozzi, con riferimento all’estrazione del calore, alla sua cessione alla rete del TLR, alla gestione dell’impianto, alla regolazione dei rapporti tra Hera/utenti/Comune, riguardo a tariffe e condizioni contrattuali.

Un bel “NIET” su tutti i fronti è stata la risposta di Hera, che per due pagine e mezzo si arrampica suscivolosi specchi, tra sentenze ed interpretazioni, al solo scopo di negare le informazioni e i documenti richiesti da un consigliere comunale, garantito nelle sue prerogative, se non da Colaiacovo, dalla legge. Hera, da azienda di proprietà maggioritaria degli enti locali e quindi dei cittadinisi comporta peggio di  una qualsiasi multinazionale, dimostrando di non avere a cuore i rapporti con il territorio e la trasparenza delle proprie azioni.

972011_10200620249801280_678461743_n-150x150A questo punto tocca al sindaco, ora informato da questa mia lettera apertadimostrare di non essere subalterno a Hera. Da socio dell’azienda e fino a ieri componente (tramite delegato) del consiglio di amministrazione, esiga quelle informazioni e quei documenti (posto che non se sia già in possesso) e li esibisca ai cittadini. In caso contrario confermerà quanto da noi sostenuto da tempo riguardo alla sua impresentabilità come candidato sindaco della città di Ferrara.

Allegati: accesso agli atti pozzi Casagliarisposta Hera pag 1, 2risposta Hera pag 3

Valentino Tavolazzi

Consigliere comunale Ppf

Cambia la Prospettiva

Ferrara: con il progetto #Smartcity sarà più intelligente! Perchè non subito? #sisma #idrocarburi #ambiente #sicurezza

di Franco Ortolani (professore di geologia presso Università di Napoli Federico II)

Recentemente su Telestense.it si leggeva:

città sicure perché intelligenti, il nuovo progetto fiananziato dal ministero dell’Università e ricerca che studierà il rischio sismico anche a Ferrara sarà il primo tassello di un percorso che potrebbe fare di Ferrara una futura ‘città intelligente’. Le smart cities sono un nuovo concetto di città. In pratica un modo nuovo di pensare alla città come un luogo intelligente perché attraverso le nuove tecnologie, soprattutto internet, punta a migliorare la qualità di vita dei cittadini. Nelle smart cities insomma l’obiettivo è quello di migliorare ad esempio i servizi e l’ambiente per i cittadini attraverso la condivisione. Una politica di sviluppo della città davvero nuova che è stata la centro di un incontro tenuto questa mattina in Consiglio Comunale.

All’interno di questo concetto di città intelligente c’è un progetto che si chiama Clara, che ha come obiettivo lo studio del rischio: quello sismico, delle frane e quello idrogeologico. Un progetto nato su base nazionale perché oltre a Ferrara, che recentemente ha sperimentato il rischio dopo il terremoto del maggio 2012, coinvolge anche Enna e Matera.

Un progetto partito nel 2010 che mette insieme pubblico e privato, del pubblico si contano enti all’avanguardia come l’Ogs, l’istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste, alcune università italiane, fra le quali quella di Ferrara e diverse aziende private che operano nel settore e che usano internet come fonte intelligente.

Fin qui quello che si legge sulla carta stampata.

Ferrara sarà più sicura e più intelligente grazie al lavoro di illustri scienziati: finchè non lo diventerà gli amministratori ai vari livelli, che poi sono i difensori di tutti i cittadini dell’ambiente e dell’assetto socio-economico, possono fare qualcosa per non aggravare il pericolo sismico?

Come si sa Ferrara è ubicata su un sottosuolo instabile tettonicamente, carico di “energia tettonica” dal terremoto del 1570, che prima o poi causerà un nuovo sisma.

E’ dovere dei difensori istituzionali dei cittadini fare in modo che le faglie attive delle pieghe ferraresi non siano stimolate o stuzzicate da attività antropiche invasive nel sottosuolo.

Basta osservare la figura in basso per rendersi conto che Ferrara è completamente accerchiata, nel sottosuolo, da vari permessi e richieste di permessi (anche oltre il fiume Po ci sono due istanze di permessi di ricerca di idrocarburi chiamati Saline e Tre Ponti confinanti con il territorio di Ferrara) che comprendono attività quali ricerche di idrocarburi, estrazione e reiniezione di fluidi geotermici e stoccaggio di metano mediante pompaggio nel sottosuolo ad alta pressione.

Gli impatti di tali attività non sono mai stati valutati come conseguenze sinergiche di tutti gli interventi: è un grave errore a cui va subito posto, intelligentemente, riparo.

Sempre intelligentemente, amministratori intelligenti che abbiano a cuore la sicurezza dei loro cittadini, devono subito impegnarsi per non fare stuzzicare le faglie cariche di energia tettonica!

Non si deve aspettare i risultati delle ricerche Smart City per capire che il sottosuolo instabile tettonicamente non va assolutamente stuzzicato.

immagine

Basta guardare l’immagine in alto per intuire il pericolo di una città che “vive” sulle pieghe ferraresi cariche di “energia tettonica” dal 1570 e capire che il sottosuolo con le sue faglie attive non deve assolutamente essere stimolato con interventi invasivi che notoriamente inducono una attività sismica anche in sottosuoli stabili tettonicamente senza faglie attive.

La prospettiva può essere l’anticipazione di un sisma come quello del 1570 o come quelli del maggio 2012 che hanno interessato la parte occidentale delle pieghe ferraresi. E’ vero che un nuovo sisma prima o poi si verificherà “naturalmente” dal momento che Africa ed Europa continuano a spostarsi relativamente, ma perchè correre il rischio di farlo avvenire prima come conseguenza di non intelligenti stimolazioni?

Gli amministratori siano intelligenti e premurosi della sicurezza dei cittadini subito!

Sarebbe una grande occasione: la comunione di intelligenze a vantaggio della sicurezza dei cittadini, naturalmente.

I nuovi risultati scientifici si calerebbero in una città e nel territorio circostante amministrati intelligentemente.

Solo così la saggezza degli amministratori di un territorio bellissimo, ricco di storia e di saperi, di arte e cultura, purtroppo ubicato sulle pieghe ferraresi che sono sismicamente attive, potrebbe mettere a frutto pienamente anche le nuove conoscenze che scaturiranno dal progetto Smart City.

Aggiungendo intelligentemente la scienza a vantaggio della sicurezza ambientale senza andare a “stuzzicare” le faglie attive a vantaggio di interessi economici alieni.

1° Marzo dei Migranti, biciclettata per una #Ferrara Multiculturale

1° MARZO DEI MIGRANTI contro il razzismo e lo sfruttamentoQuesta giornata, nata nel 2010 come sciopero “una giornata senza di noi”, ha l’obiettivo di mettere in luce il contributo dei migranti alla società italiana.BICICLETTATA PER UNA FERRARA MULTICULTURALE

SABATO 1° MARZO – ore 15 – PARTENZA PIAZZA TRAVAGLIO

PER L’ABOLIZIONE DELLA BOSSI-FINI
PER LA CITTADINANZA DEI FIGLI NATI E/O CRESCIUTI IN ITALIA
PER LA CHIUSURA DEI CENTRI DI DETENZIONE (CIE e tutti gli altri centri di reclusione amministrativa)
PER IL DIRITTO DI VOTO PER I MIGRANTI RESIDENTI
PER IL RISPETTO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI E CONTRO IL CAPORALATO
PER LA LIBERTÀ DI MOVIMENTO, DI SCELTA E DI COSTRUZIONE E REALIZZAZIONE DEL PROPRIO PROGETTO DI VITA IN CASO DI NECESSITÀ DI MOVIMENTO

Non solo in territorio di confine, ma anche all’interno degli Stati Europei c’è un sistema di differenziazione ed esclusione che rende i diritti, ma anche le vite stesse, precari ed incerti. Le tragedie come quella del 3 Ottobre 2013 ci parlano di come i migranti vengono respinti nel mar Mediterraneo; ma migliaia di altre forme di respingimento avvengono ogni giorno nelle scuole pubbliche, negli uffici anagrafe, nelle questure, nelle ASL e negli ospedali, in cui tutti diventano vittime: non solo chi è appena arrivato, ma anche chi è qui da molti anni o è nato qui. E vede ogni giorno trasformarsi la salute, l’istruzione, l’assistenza e la previdenza sociale sempre più in un privilegio irraggiungibile.

PER ADESIONI: labsanchopanzaferrara@inventati.org

PROMUOVE: Italiani d.o.c. (Diverse Origini Culturali)

ADERISCONO:
Cittadini del Mondo
Collettivo 34R
Coop. Camelot
Lab. Sancho Panza
UDS Ferrara
CGIL Ferrara
ARCI Ferrara
Occhio ai media

No trivellazione a #Ferrara Incontro pubblico tra Cittadini e Istituzioni il 26 Febbraio a Cona

UPDATE: la serata sarà trasmessa in diretta dalla webradio Radiostrike Ferrara http://www.radiostrike.info/

Per scaricare gli stampabili e distribuirli ai cittadini e negli esercizi clicca qui per la locandina a colori in versione A3 (stampabile anche in A4 e/o in bianco e nero), e clicca qui per il volantino A4 bn da stampare fronte-retro e tagliare in due parti (il risultato sono due A5 con stampa fronte-retro).

notriv_26febbraio

notriv_26febbraio_retro