25/11 Mozione TTIP in consiglio comunale a Ferrara

di Silvia Mantovani – 6.10.2014

P.G. 88231/2014

PREMESSO

che nel giugno 2013, il presidente degli Stati Uniti Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP);

che tali negoziati sono tuttora in corso, nella più totale opacità e segretezza, con l’obiettivo di concluderne l’iter entro la fine del 2015;

che l’obiettivo prioritario di tale Partenariato è quello dell’eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d’investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell’oceano Atlantico;

che il Partenariato in corso di negoziazione prevede addirittura il diritto per gli investitori transnazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc (ISDS, Investor-State Dispute Settlement) i governi sovrani e le autorità locali, qualora le loro società subissero perdite, anche potenziali, di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottate dalle autorità medesime;

CONSIDERATO

che le cosiddette barriere “non tariffarie” altro non sono che norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell’ambiente e della dignità sociale;

che il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali, minacciando di provocare un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione;

che l’assoluta segretezza con cui vengono condotti i negoziati, che non prevedono alcun coinvolgimento né delle popolazioni, né delle istituzioni che a tutti i livelli le rappresentano, costituisce un preciso attacco al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere i termini e le conseguenze di tali negoziati e di potersi pronunciare nel merito;

che il diritto degli investitori transnazionali a citare in giudizio i governi e le autorità locali, in seguito all’approvazione di norme e/o delibere di interesse generale che potrebbero pregiudicarne i profitti, costituisce un gravissimo ‘vulnus’ democratico, un’inaccettabile compressione dell’autonomia delle autorità pubbliche e un’azione destrutturante sulla coesione sociale delle comunità territoriali;

ESPRIME

il proprio totale dissenso nei confronti del Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea e pertanto;

TUTTO CIO’ PREMESSO IL CONSIGLIO COMUNALE DI FERRARA

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

1. ad intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere il ritiro da parte del governo italiano, nell’ambito del Consiglio Europeo, dal TTIP e, in subordine, alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo;
2. a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro il TTIP, in quanto in questo trattato viene leso, tra gli altri, il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali;
3. ad inviare la presente deliberazione all’Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea.

Il Consigliere Comunale
del Movimento 5 Stelle
Mantovani Silvia

Consiglio comunale live http://www.comune.fe.it/index.phtml?id=472

Fonte: http://stopttipferrara.wordpress.com/2014/11/21/mozione-ttip-in-consiglio-comunale-a-ferrara/

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Aldrovandi, noi non applaudiamo

Noi non applaudiamo: occorrono sanzioni concrete contro gli assassini di Aldrovandi

L’ovazione tributata al Congresso del Sindacato autonomo di polizia agli assassini di Federico Aldrovandi è un oltraggio al dolore della famiglia e al senso di giustizia di tutti noi. Ci uniamo al dolore e allo sdegno dei genitori di Federico, e alla loro condanna di questo nuovo esempio di barbarie consumatosi all’interno di una delle più delicate istituzioni della nostra Repubblica.

E’ già di per sé uno scandalo che chi ha commesso un così degradante delitto continui a indossare la divisa. Che un’intera assemblea di uomini in divisa li accolga come eroi – e che il segretario di quel sindacato definisca “onorabilità vilipesa” la loro condanna – è una provocazione inaccettabile, che richiede non solo generiche parole di deprecazione da parte del Governo, ma concrete misure sanzionatorie nei confronti dei responsabili.

Fonte: http://www.listatsipras.eu/blog/item/2495-noi-non-applaudiamo-occorrono-sanzioni-concrete-contro-gli-assassini-di-federico-aldrovandi.html

BANDO “ banCO #1: Coworking @Wunderkammer” postazioni di lavoro e servizi di supporto

“banCO #1: Coworking @Wunderkammer” è un bando che ha come obiettivo l’attivazione, presso Palazzo Savonuzzi a Ferrara, di un’esperienza di coworking e incubazione d’impresa, attraverso l’assegnazione gratuita per 6 mesi di 5 postazioni di lavoro (su un totale di 10 disponibili) e di una vasta gamma di servizi di supporto integrati che includono sviluppo del business e opportunità di networking.

Sarà possibile partecipare a “banCO #1” dal 15 aprile al 20 maggio 2014, scaricando il testo del bando e la modulistica sul sito www.consorziowunderkammer.org.

Scarica il comunicato stampa
Scarica la cartolina

Verranno premiate 5 idee progettuali appartenenti ad una delle seguenti categorie:
– sviluppo e innovazione sociale,
– smart communities,
– creative and tech jobs.

Possono partecipare al bando “banCO#1” i seguenti soggetti:
start up innovative; micro e piccole imprese; singoli freelance, professionisti e creativi; raggruppamenti informali; studenti e ricercatori; organizzazioni no-profit.
I risultati del bando saranno online a partire dal 24 maggio 2014.

Associazione di Promozione Sociale Basso Profilo
c.f. 93073380383; p.iva 01769380385
sede legale: Via Quartieri, 8 – 44121 Ferrara
www.bassoprofilo.org

Fonte: http://www.informagiovani.fe.it/4367/bando-banco-1-coworking-wunderkammer

Hera nasconde la verità ai ferraresi #Ferrara #geotermia #termovalorizzatore

indexL’azienda dal bilancio sociale patinato (e costoso), dalle sbandierate ricadute economiche ed occupazionali nei territori in cui opera, dalla presunta trasparenza, perde ogni residua credibilità sociale, quando nega informazioni e documenti richiesti nell’interesse dei cittadini con accesso agli atti (allegato), da parte di un consigliere comunale di opposizione. Hera ha impiegato 35 giorni per scrivere in  stile “azzeccagarburgli” una lettera (allegata), firmata dal direttore del teleriscaldamento Fausto Ferraresi, che nega informazioni da me richieste il 28 gennaio, in merito ai pozzi di Casaglia, dai quali estrae parte del calore necessario per alimentare il TLR a servizio di decine di migliaia di appartamenti.

Pur partecipando, tramite Ferraresi, a costosi convegni in Italia e nel globo, per raccontare la finta geotermia e il raddoppio del TLR, basato sull’apporto fondamentale del cancro valorizzatore di Cassana, Hera, quando deve rendere conto ai cittadini/soci, fornendo dati ed informazioni, diventa opaca, si chiude nel linguaggio burocratico antitetico alla trasparenza, nega elementari risposte a chi è stato eletto per richiederle. In altri termini prende a pesci in faccia coloro (tutti noi) che garantiscono ai soci privati utili e dividendi, pagando salatissime e monopolistiche bollette per i servizi rifiuti e acqua. E’ evidente a tutti che l’interesse dei cittadini ad avere quelle informazioni è gigantesco.

E’ pure gravissimo che il presidente del Consiglio Colaiacovo, coinvolto fin dall’inizio in questa richiesta, abbia svolto un ruolo supino da passacarte, sottraendosi al dovere di difendere il mandato che la legge attribuisce al consigliere e che lui è tenuto a garantire quando viene calpestato, soprattutto se da una azienda partecipata a maggioranza pubblica. Non ci stupisce, e l’abbiamo spesso denunciato, la subalternità di Colaiacovo (da Ppf mai eletto), dimostrata anche nei giorni scorsi, con il silenzio sulle concessioni del sindaco, in materia di banchetti elettorali, ad un cittadino digiunante, cui va il nostro apprezzamento per la battaglia condotta. Quel silenzio assordante è insopportabile perché le stesse richieste erano state avanzate più volte, senza alcun risultato, da consiglieri comunali in conferenza dei capigruppo e pubblicamente. L’episodio segnala la scarsa considerazione che il sindaco ha dell’istituzione (se è vero che reagisce a un cittadino digiunante, ma non a consiglieri eletti dal popolo), ma soprattutto dimostra l’asservimento del garante di quella istituzione (Colaiacovo), che dovrebbe difenderla anche in contrasto con il sindaco.

Ma torniamo a Hera. I quesiti posti erano chiari, elementari, avanzati all’azienda tramite Colaiacovo:

  • a) durata della concessione per l’utilizzo da parte di Hera del calore dell’acqua dei pozzi;
  • b) durata della concessione per la coltivazione dei pozzi da parte del proprietario (gruppo Eni);
  • c) corrispettivo pagato da Hera per l’utilizzo del calore dell’acqua geotermica;
  • d) ogni altra informazione o documento atti ad inquadrare i rapporti tra Comune/Hera/Eni nella gestione dei pozzi, con riferimento all’estrazione del calore, alla sua cessione alla rete del TLR, alla gestione dell’impianto, alla regolazione dei rapporti tra Hera/utenti/Comune, riguardo a tariffe e condizioni contrattuali.

Un bel “NIET” su tutti i fronti è stata la risposta di Hera, che per due pagine e mezzo si arrampica suscivolosi specchi, tra sentenze ed interpretazioni, al solo scopo di negare le informazioni e i documenti richiesti da un consigliere comunale, garantito nelle sue prerogative, se non da Colaiacovo, dalla legge. Hera, da azienda di proprietà maggioritaria degli enti locali e quindi dei cittadinisi comporta peggio di  una qualsiasi multinazionale, dimostrando di non avere a cuore i rapporti con il territorio e la trasparenza delle proprie azioni.

972011_10200620249801280_678461743_n-150x150A questo punto tocca al sindaco, ora informato da questa mia lettera apertadimostrare di non essere subalterno a Hera. Da socio dell’azienda e fino a ieri componente (tramite delegato) del consiglio di amministrazione, esiga quelle informazioni e quei documenti (posto che non se sia già in possesso) e li esibisca ai cittadini. In caso contrario confermerà quanto da noi sostenuto da tempo riguardo alla sua impresentabilità come candidato sindaco della città di Ferrara.

Allegati: accesso agli atti pozzi Casagliarisposta Hera pag 1, 2risposta Hera pag 3

Valentino Tavolazzi

Consigliere comunale Ppf

Cambia la Prospettiva

Ferrara: con il progetto #Smartcity sarà più intelligente! Perchè non subito? #sisma #idrocarburi #ambiente #sicurezza

di Franco Ortolani (professore di geologia presso Università di Napoli Federico II)

Recentemente su Telestense.it si leggeva:

città sicure perché intelligenti, il nuovo progetto fiananziato dal ministero dell’Università e ricerca che studierà il rischio sismico anche a Ferrara sarà il primo tassello di un percorso che potrebbe fare di Ferrara una futura ‘città intelligente’. Le smart cities sono un nuovo concetto di città. In pratica un modo nuovo di pensare alla città come un luogo intelligente perché attraverso le nuove tecnologie, soprattutto internet, punta a migliorare la qualità di vita dei cittadini. Nelle smart cities insomma l’obiettivo è quello di migliorare ad esempio i servizi e l’ambiente per i cittadini attraverso la condivisione. Una politica di sviluppo della città davvero nuova che è stata la centro di un incontro tenuto questa mattina in Consiglio Comunale.

All’interno di questo concetto di città intelligente c’è un progetto che si chiama Clara, che ha come obiettivo lo studio del rischio: quello sismico, delle frane e quello idrogeologico. Un progetto nato su base nazionale perché oltre a Ferrara, che recentemente ha sperimentato il rischio dopo il terremoto del maggio 2012, coinvolge anche Enna e Matera.

Un progetto partito nel 2010 che mette insieme pubblico e privato, del pubblico si contano enti all’avanguardia come l’Ogs, l’istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste, alcune università italiane, fra le quali quella di Ferrara e diverse aziende private che operano nel settore e che usano internet come fonte intelligente.

Fin qui quello che si legge sulla carta stampata.

Ferrara sarà più sicura e più intelligente grazie al lavoro di illustri scienziati: finchè non lo diventerà gli amministratori ai vari livelli, che poi sono i difensori di tutti i cittadini dell’ambiente e dell’assetto socio-economico, possono fare qualcosa per non aggravare il pericolo sismico?

Come si sa Ferrara è ubicata su un sottosuolo instabile tettonicamente, carico di “energia tettonica” dal terremoto del 1570, che prima o poi causerà un nuovo sisma.

E’ dovere dei difensori istituzionali dei cittadini fare in modo che le faglie attive delle pieghe ferraresi non siano stimolate o stuzzicate da attività antropiche invasive nel sottosuolo.

Basta osservare la figura in basso per rendersi conto che Ferrara è completamente accerchiata, nel sottosuolo, da vari permessi e richieste di permessi (anche oltre il fiume Po ci sono due istanze di permessi di ricerca di idrocarburi chiamati Saline e Tre Ponti confinanti con il territorio di Ferrara) che comprendono attività quali ricerche di idrocarburi, estrazione e reiniezione di fluidi geotermici e stoccaggio di metano mediante pompaggio nel sottosuolo ad alta pressione.

Gli impatti di tali attività non sono mai stati valutati come conseguenze sinergiche di tutti gli interventi: è un grave errore a cui va subito posto, intelligentemente, riparo.

Sempre intelligentemente, amministratori intelligenti che abbiano a cuore la sicurezza dei loro cittadini, devono subito impegnarsi per non fare stuzzicare le faglie cariche di energia tettonica!

Non si deve aspettare i risultati delle ricerche Smart City per capire che il sottosuolo instabile tettonicamente non va assolutamente stuzzicato.

immagine

Basta guardare l’immagine in alto per intuire il pericolo di una città che “vive” sulle pieghe ferraresi cariche di “energia tettonica” dal 1570 e capire che il sottosuolo con le sue faglie attive non deve assolutamente essere stimolato con interventi invasivi che notoriamente inducono una attività sismica anche in sottosuoli stabili tettonicamente senza faglie attive.

La prospettiva può essere l’anticipazione di un sisma come quello del 1570 o come quelli del maggio 2012 che hanno interessato la parte occidentale delle pieghe ferraresi. E’ vero che un nuovo sisma prima o poi si verificherà “naturalmente” dal momento che Africa ed Europa continuano a spostarsi relativamente, ma perchè correre il rischio di farlo avvenire prima come conseguenza di non intelligenti stimolazioni?

Gli amministratori siano intelligenti e premurosi della sicurezza dei cittadini subito!

Sarebbe una grande occasione: la comunione di intelligenze a vantaggio della sicurezza dei cittadini, naturalmente.

I nuovi risultati scientifici si calerebbero in una città e nel territorio circostante amministrati intelligentemente.

Solo così la saggezza degli amministratori di un territorio bellissimo, ricco di storia e di saperi, di arte e cultura, purtroppo ubicato sulle pieghe ferraresi che sono sismicamente attive, potrebbe mettere a frutto pienamente anche le nuove conoscenze che scaturiranno dal progetto Smart City.

Aggiungendo intelligentemente la scienza a vantaggio della sicurezza ambientale senza andare a “stuzzicare” le faglie attive a vantaggio di interessi economici alieni.

1° Marzo dei Migranti, biciclettata per una #Ferrara Multiculturale

1° MARZO DEI MIGRANTI contro il razzismo e lo sfruttamentoQuesta giornata, nata nel 2010 come sciopero “una giornata senza di noi”, ha l’obiettivo di mettere in luce il contributo dei migranti alla società italiana.BICICLETTATA PER UNA FERRARA MULTICULTURALE

SABATO 1° MARZO – ore 15 – PARTENZA PIAZZA TRAVAGLIO

PER L’ABOLIZIONE DELLA BOSSI-FINI
PER LA CITTADINANZA DEI FIGLI NATI E/O CRESCIUTI IN ITALIA
PER LA CHIUSURA DEI CENTRI DI DETENZIONE (CIE e tutti gli altri centri di reclusione amministrativa)
PER IL DIRITTO DI VOTO PER I MIGRANTI RESIDENTI
PER IL RISPETTO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI E CONTRO IL CAPORALATO
PER LA LIBERTÀ DI MOVIMENTO, DI SCELTA E DI COSTRUZIONE E REALIZZAZIONE DEL PROPRIO PROGETTO DI VITA IN CASO DI NECESSITÀ DI MOVIMENTO

Non solo in territorio di confine, ma anche all’interno degli Stati Europei c’è un sistema di differenziazione ed esclusione che rende i diritti, ma anche le vite stesse, precari ed incerti. Le tragedie come quella del 3 Ottobre 2013 ci parlano di come i migranti vengono respinti nel mar Mediterraneo; ma migliaia di altre forme di respingimento avvengono ogni giorno nelle scuole pubbliche, negli uffici anagrafe, nelle questure, nelle ASL e negli ospedali, in cui tutti diventano vittime: non solo chi è appena arrivato, ma anche chi è qui da molti anni o è nato qui. E vede ogni giorno trasformarsi la salute, l’istruzione, l’assistenza e la previdenza sociale sempre più in un privilegio irraggiungibile.

PER ADESIONI: labsanchopanzaferrara@inventati.org

PROMUOVE: Italiani d.o.c. (Diverse Origini Culturali)

ADERISCONO:
Cittadini del Mondo
Collettivo 34R
Coop. Camelot
Lab. Sancho Panza
UDS Ferrara
CGIL Ferrara
ARCI Ferrara
Occhio ai media

No trivellazione a #Ferrara Incontro pubblico tra Cittadini e Istituzioni il 26 Febbraio a Cona

UPDATE: la serata sarà trasmessa in diretta dalla webradio Radiostrike Ferrara http://www.radiostrike.info/

Per scaricare gli stampabili e distribuirli ai cittadini e negli esercizi clicca qui per la locandina a colori in versione A3 (stampabile anche in A4 e/o in bianco e nero), e clicca qui per il volantino A4 bn da stampare fronte-retro e tagliare in due parti (il risultato sono due A5 con stampa fronte-retro).

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Ambientalisti contro #Hera, scotta l’acqua calda della geotermia #Ferrara

Ambientalisti contro Hera, scotta l’acqua calda della geotermia

Monica Forti

Dopo il sondaggio, la pausa. Di Hera. E l’indignazione del fronte ambientalista. La prima è in stand by, il secondo è in subbuglio per il possibile raddoppio della centrale geotermica e ampliamento della rete di teleriscaldamento. In mezzo il Comune, il sindaco Tiziano Tagliani a cui si imputa di non aver condiviso il contenuto dei quesiti posti ai ferraresi e l’amicizia troppo stretta con la holding dell’energia.‘Ho agito nel rispetto di tutti i cittadini e, soprattutto, per il bene della città – spiega il primo cittadino – C’eravamo dati degli obiettivi, sono stati rispettati dagli incontri pubblici fino all’illustrazione del progetto sul polo delle energie rinnovabili’.

Sabato 15 febbraio a Ferrara manifestazione: VIA LA DIVISA

aldroVIA LA DIVISA tre parole chiare e forti, per dire che è intollerabile che chi l’ha indossata per massacrare Federico Aldrovandi possa tornare a metterla, che non si può più far finta di niente. Appuntamento alle ore 14.00 in Via dell’Ippodromo

 

 

 

8 / 2 / 2014

Abbiamo ancora tutti negli occhi e nella mente le immagini della trasmissione dedicata alle “morti di stato” e la sua chiusura ?

Se sì, ricorderete le parole del Vice Capo della Polizia Marangoni , responsabile ora anche della commissione “per le buone pratiche” (in realtà la dizione esatta, tecnica e molto più realistica è “sui protocolli operativi”)  che apertamente diceva che:

a) non si usa, non è facile  “destituire” alcun poliziotto, neppure a seguito di violazioni gravissime;

b) per evitare che gli agenti intervengano fisicamente sui soggetti controllati, stavano studiando appunto “protocolli operativi” nuovi, come lo spray al peperoncino che verrà sperimentato a Milano e pare anche a Roma;

c) che è contro l’identificativo sui caschi dei poliziotti perché questo li esporrebbe a possibili intimidazioni.

Tutti noi abbiamo vissuto quell’attimo di sconforto nel constatare che il sistema di polizia pare immutabile, destinato a riprodursi indenne da ogni critica ed intervento reale da parte dei partiti tutti oggi al governo appassionatamente insieme, e sempre altrettanto appassionatamente insieme a difendere apertamente o col silenzio complice tutte le malefatte ormai più che note del loro sistema di polizia: dal massacro della Diaz a Federico  Aldrovandi, da Stefano Cucchi a Riccardo Rasman, da Giuseppe Uva a Marcello Lonzi, per parlare dei casi ormai noti grazie all’indefesso lavoro soprattutto di familiari e movimenti, ma anche di tanti Alì, Ahmed, Paul, Emmanuel, che ogni giorno hanno a che fare con abusi in divisa con vari corpi,  gradi e stellette.

Ma tutti, con altrettanta ostinazione, vogliamo al contrario che gli abusi in divisa vengano individuati, puniti e soprattutto fermati e riteniamo che la denuncia che oggi è particolarmente intensa, significativa e generalizzata vada valorizzata proprio per portare a casa quelle garanzie minime che, seppure non porteranno “democrazia” in un luogo da cui da decenni ogni tentativo di introdurla è stato  espulso, possano costituire strumenti per contrapporsi ad una violenza di stato così pervicace ed invasiva nella vita di qualunque “deviante” vero o presunto.

E quindi sì, invitiamo a partecipare e manifestare a Ferrara perchè Monica Segato, Paolo Forlani, Enzo Pontani e Luca Pollastri, gli autori dell’omicidio di aldro, non indossino più la divisa. E perchè altrettanto succeda anche ai colpevoli del massacro della Diaz, agli agenti di polizia municiplae che hanno torturato Emmanuel Bonso a Parma, a poliziotti e carabinieri stupratori e stalker. 

PER L’INTRODUZIONE DEL NUMERO IDENTIFICATIVO PER LE FORZE DELL’ORDINE E DEL REATO DI TORTURA

Info sulla Manifestazione Via la Divisa – promossa dall’Associazione “Federico Aldrovandi”

Fonte: http://www.globalproject.info/it/in_movimento/sabato-15-febbraio-a-ferrara-manifestazione-via-la-divisa/16435

ANCH’IO RESISTO! Centro di Promozione Sociale la Resistenza #benecomune di #Ferrara

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A Ferrara il Centro Sociale La Resistenza è diventato in questi tre anni un laboratorio permanente di arte e cultura, di partecipazione sociale multiculturale ed intergenerazionale, di militanza politica e di sperimentazione di forme di produzione alternative al mercato capitalistico.

Questo centro sociale è stato per vent’anni un luogo di aggregazione e di incontro per gli anziani che lo hanno gestito e frequentato. Dal 25 aprile 2011 ha abbracciato la possibilità di arricchire i propri spazi e i propri progetti accogliendo nuove realtà accanto alla partecipazione costante degli anziani:

l’Associazione 34R e il laboratorio Sancho Panza, il Collettivo EcoResistenti e l’UDS, il Gruppo di Acquisto Solidale “Citta nova” e del quartiere, il progetto di web radio “Radio Strike” e tutti gli altri soggetti che hanno attraversato questo luogo moltiplicandone le potenzialità e rafforzandone il valore inclusivo.

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Il Centro Sociale La Resistenza è fondato sull’autogestione e sulla libera collaborazione che i soci offrono, nessuno percepisce un reddito dalle attività di gestione e tutto il ricavato degli eventi che proponiamo è stato utilizzato per assolvere alle spese(si assolve ad una cosa in caso di adempimento) di gestione, manutenzione e per il potenziamento dello spazio e dei progetti che sostiene. Le decisioni vengono discusse coralmente in sede assembleare, momento pubblico e appuntamento settimanale la cui partecipazione da parte di tutti i soci ANCeSCAO è sempre stata sollecitata e gradita.

Solo attraverso il dialogo e l’ascolto reciproco è possibile dare vita ad una comunità concreta capace di abitare consapevolmente il proprio tempo ed il territorio urbano in cui e di cui vive, mettendo a valore in senso anticapitalistico l’energia produttiva, creativa e politica di ogni differente singolarità in favore di una condivisione comune del mondo che frequentiamo.

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Il Centro Sociale La Resistenza ha accolto ed accoglie laboratori politici che, al di fuori di ogni connotazione partitica, prendono posizione rispetto le decisioni e gli eventi che riguardano il territorio comunale e il mondo globale del quale siamo parte integrante. In forza di questa esigenza abbiamo creato percorsi di lotta contro la devastazione ambientale che Hera ed istituzioni promuovono sotto le mentite spoglie di un capitalismo green; abbiamo promosso momenti di attenzione pubblica riguardo le violenze di Stato, il conflitto palestinese-israeliano e le molteplici primavere arabe; accolto e sostenuto la lotta NO TAV e quella di tanti altri comitati che in Italia si attivano contro la predazione di un mondo che è e deve essere Comune.
La collaborazione con Cittadini del Mondo e con altre reti associative che esprimono la voce delle minoranze, siano esse di genere, etniche o legate allo sfruttamento della terra e del precariato, ha rafforzato la fiducia nel fatto che costruendo percorsi partecipati e collettivi si possa trasformare l’esistente. Il desiderio di dare vita a nuove pratiche di convivenza sociale e di produzione è stato occasione di incontri e cicli seminariali che facessero luce sul nostro tempo, sui dispositivi finanziari dai quali siamo catturati e sulla potenza che possono ancora incarnare i nostri strumenti di liberazione.

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La campagna anti-SIAE e la messa in discussione delle logiche proprietarie nell’epoca della crisi globale, la creazione di mercati bimensili di autoproduzione e di una ciclofficina, la presa di posizione contro le misure di austerity e la pratica di recupero degli esuberi alimentari esprimono la volontà comune di riappropriarsi di modalità di esistere e di convivere capaci di criticare e di restituire un valore differente al modo in cui interagiamo nella rete glocale. Questo per noi è stato ed è fare politica attivamente, dal basso, interfacciandoci con le istituzioni ed insieme rimanendone al margine, ponendoci come linee di frattura e costruendo piani di confronto liberati dalle pretese demagogiche e populiste.
Il Centro Sociale La Resistenza è un luogo di confine che si è lasciato attraversare ed arricchire da esperienze artistiche e performative molteplici ed eterogenee. Questa vocazione all’arte ha preso ogni volta le forme cangianti di performance di danza, concerti, mostre fotografiche e graffiti, presentazioni e reading musicali di libri, laboratori di teatro per adulti e bambini, laboratori di danza, giocoleria e di pittura. Privilegiando la collaborazione con artisti locali, nondimeno abbiamo accolto il passaggio di artisti più affermati, offrendo e ricevendo il calore di una serata tra amici, compagni, fratelli, sorelle e sconosciuti. La soddisfazione più forte consiste nel vedere le persone tornare e talvolta proporre le proprie idee, gli artisti amare quel piccolo palco di fianco al bancone del bar e nel desiderio reciproco di rafforzare questi contatti. Il progetto di una web radio non ufficiale della Resistenza, “Radio Strike”, che non ha nemmeno un anno di vita e conta già molti programmi in attivo, non poteva che valorizzare le energie presenti in questo spazio ed attrarne di nuove, permettendo la comunicazione con realtà, persone ed eventi in modo davvero globale e dando l’occasione ad ogni singolo interessato di esprimersi creativamente generando immaginari collettivi che chiedono di essere sperimentati, incrementati e diffusi.

arte
Stiamo lavorando per la creazione di una biblioteca comune, che possa essere una risorsa per tutta la cittadinanza e un luogo di crescita culturale e di incontro vivo tra le persone che la animeranno. Ogni nostro progetto, così come la semplice autogestione dello spazio, è legato alle disponibilità che le persone mettono in gioco: non c’è migliore apologia dei muri resistenti e dei laboratori che la costituiscono se non quella di continuare o incominciare ad apportare la propria energia ed il proprio impegno a favore di questa eterogenea e multiforme realtà sociale. Il Centro Sociale La Resistenza vive se le persone che lo frequentano credono nelle sue potenzialità partecipandovi attivamente.
Consci del fatto che Ferrara sia una città a basso livello di intensità dal punto di vista della conflittualità sociale e politica, il senso del nostro agire si misura sulla capacità di incontrare le problematiche del territorio, di farcene carico e di imprimervi una direzione che tuteli la dignità e la libertà, l’accesso ai beni comuni e ai servizi sempre più assenti nel nostro tessuto urbano. In un tempo di crisi permanente è fondamentale valorizzare le esperienze e gli spazi che abbiano come finalità esclusiva la creazione di una ricchezza sociale aperta alla partecipazione di tutte e tutti.


Niente per noi. Per tutti tutto”:

contro le dinamiche opprimenti dell’esclusione sociale e della precarizzazione della vita, servire pranzi e cene ad offerta libera e/o a prezzi popolari sulla base del recupero alimentare, dare la possibilità di vendere ed acquistare prodotti di natura alimentare e artigianale al di fuori della grande distribuzione, trasmettere da una web radio libera e pirata, offrire concerti ed eventi artistici gratuiti e senza fini di lucro. Queste sono alcune delle pratiche che rivendichiamo con tono risoluto e che disegnano, seppur in maniera minima, un possibile orizzonte di trasformazione che necessita di essere costantemente riattivato e realizzato.

Team Of Three Orange People Holding Hands And Standing On Blue Puzzle Pieces, With One Man Reaching Out To Connect Another To Their Group Clipart Illustration Graphic
Siamo consapevoli di abitare un quartiere, di avere muri confinanti con altri cittadini e che la convivenza nel territorio urbano sia un percorso che richiede di essere costruito giorno per giorno. Fino ad ora, in questi tre anni, abbiamo accolto le problematiche sorte in merito ai rapporti con il vicinato indicendo momenti di incontro ed assemblee pubbliche di quartiere, affrontando i vari richiami con atteggiamento aperto ed una comunicazione non-violenta. Abbiamo regolarizzato le nostre attività sotto vari aspetti e ristretto le possibilità di fare concerti a volumi che non minassero la quiete delle persone che abitano nei pressi del Centro. Continuiamo ad invitare il vicinato ad attraversare questo confine per conoscerci, lasciarsi coinvolgere e per toccare con mano il valore delle attività qui presenti.
Le gravi minacce ricevute in questi mesi, gli esposti, il controllo USL e le multe ci mettono di fronte alla scelta di un posizionamento ben preciso. Se il Centro Sociale La Resistenza e il suo divenire sono considerati e vissuti come Bene Comune della città il nostro impegno, la nostra gioia e la nostra lotta non possono venire meno. Anzi, ora più che mai, possiamo divenire consapevoli di quello che ancora può essere La Resistenza e non vi è miglior difesa che l’apertura di questo spazio a chiunque desideri migliorarlo.

Pertanto rivendichiamo la sopravvivenza del Centro Sociale La Resistenza e chiediamo alla cittadinanza, alle istituzioni ed alle realtà che operano a Ferrara di:

  • sostenere, dimostrando esplicita solidarietà, il Centro Sociale e le associazioni che lo partecipano attraverso la campagna di raccolta firme ANCH’IO RESISTO e la diffusione del presente documento;
  • incrementare la partecipazione attiva alla vita del Centro, arricchendola di proposte e progetti che restituiscano a questa città un luogo di libertà e di crescita comune;
  • frequentare i momenti assembleari per condividere il senso ed esplorare le possibilità di questa esperienza sociale e politica.

Queste riflessioni sono state suscitate dall’assemblea pubblica tenutasi il 22 Gennaio nei locali de La Resistenza, partecipata da circa un centinaio di persone che in questi anni hanno dedicato il proprio tempo frequentando ed arricchendo questo spazio aperto. Questa risposta immediata ci ha colmato di gratitudine ed infuso la necessaria energia per proseguire tutt* insieme questo percorso di lotta e di amore.
Assemblea ANCH’IO RESISTO

Fonte: laresistenza34.wordpress.com